PROGETTO SIRIO CORSO SERALE I.T.C.G. RIBERA |
MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
D.G.I.T. DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE TECNICA
PROGETTO SIRIO
SPERIMENTAZIONE COORDINATA CORSI SERALI
ASPETTI
GENERALI E
COMUNI DEL
PROGETTO
1.
MOTIVAZIONI E
FINALITÀ
I
profondi cambiamenti
determinatisi nella società
contemporanea che anche
il sistema formativo
si trasformi passando
dall’attuale rigida struttura ad
una più decentrata
e flessibile che risponda altresì
ai bisogni di utenze particolari come coloro
che intendono rientrare nel sistema formativo; essi infatti non trovano
ora risposta adeguata ai loro bisogni perché la
struttura dei corsi serali propone modelli
e
metodologie identici a quelli previsti della scuola diurna.
A
ciò in molti paesi stranieri e già stata
data risposta: la stessa Unione Europea ha
emanato direttive che tendono a focalizzare l’attenzione degli stati
membri sulla necessità di organizzare forme di intervento per il recupero delle
carenze nella formazione di base, la riconversione professionale e l’educazione
permanente.
Anche
in Italia, in risposta a queste nuove esigenze sono state attuate,
nell’ambito della Direzione Generale per
L’istruzione Tecnica,
esperienze volte ad offrire occasioni
di promozioni socio-culturale.
A stimolare la ripresa degli studi e a migliorare
l’inserimento nel mondo del lavoro. Esse
sono sostanzialmente conducibili
ai seguenti due tipi:
a)
corsi biennali
riferiti a progetti di rientro formativo caratterizzata
dalla integrazione tra i due sistemi
di formazione
statale e regionale e dal
conseguimento di un doppio titolo di studio
(idoneità alla terza
classe e qualifica professionale
di primo livello);
b)
corsi triennali
riferiti a progetti per il conseguimento di maturità tecnica
commerciale e per geometri.
Entrambe
le tipologie hanno alcuni aspetti comuni – riduzione dell’orario
settimanale di lezioni, riconoscimento di
crediti formativi, tutoring, metodologie didattiche
tendenti a valorizzare le esperienze culturali e professionali degli
studenti – che sono già ritenuti fondamentali
nella progettazione di questa proposta.
L’iniziativa
qui presentata si caratterizza per la sua differenza con i curricoli
istituzionali, tanto da connotarsi come vera e propria “seconda
via” all’istruzione. Il sistema formativo degli adulti,deve assolvere due funzioni:
· ualificare
giovani e adulti privi professionalità aggiornata per i quali la licenza
L’idea
-forza lavoro di questo progetto consiste, quindi, in un percorso flessibile
che valorizzi l’esperienza di cui sono portatori gli studenti e che si fonda
sia l’approccio al sapere in età adulta sia
sull’integrazione di competenze in genere separate come
quelle relative alla
cultura generale e alla formazione professionale.
pag.1
2.
CARATTERISTICHE
STRUTTURALI
Sulla
base dei risultati acquisiti a seguito delle esperienze prima
richiamate, questo
progetto sperimentale coordinato ha individuato i seguenti
tre modelli di rientro in
formazione che le scuole avranno facoltà di adottare con le procedure
previste dell’art. 278 del D.L.n 297 del 1994:
1.
biennio statale
2.
biennio integrato
3. triennio statale
in
allegato sono riportati i quadri orari e le classi di concorso di ciascun
insegnamento relativamente ai diversi indirizzi dei settori commerciale,
geometri ed industriale.
I
corsi sono così caratterizzati:
a)
il biennio statale prevede 25 ore settimanali distribuite su cinque giorni e
suddivise fra area comune (17 ) e area di indirizzo (8), quest’ultima
articolata nei tre settori
commerciale,
geometri, industriale.
b)
il biennio integrato con la
formazione professionale regionale potrà attuarsi solo in
quelle regionali che abbiano stipulato apposita convenzione con il
Ministero e porta a
un duplice contestuale risultato:
*
il
conseguimento dell’idoneità al terzo anno
di un istituto tecnico con indirizzo
coerente a quello seguito del biennio. Per
accedere a corsi diurni o serali non
sperimentali occorrerà eventualmente sostenere prove integrative;
*
il conseguimento di una qualifica professionale di primo livello rilasciata
dalla
regione.
In
questo caso la suddivisione delle ore fra
area di competenza statale e area
di competenza
regionale e in generale,
rispettivamente pari a 15 e 10, ma potrà
variare
in base alle intese intercosse. In particolare,
se gli insegnanti dell’area
professionale non provvedono in misura adeguata
la formazione tecnico-scientifica
necessaria per la prosecuzione degli studenti
nel triennio occorre procedere al
completamento riducendo le ore di competenza regionale che, tuttavia,
non potranno
mai scendere al di sotto di cinque.
c)
I corsi del triennio prevedono da 25 ore ( settore commerciale) a 28 ore
(settori
geometri e industriali ) da distribuire, quando possibile, su cinque
giorni in modo da
lasciare agli studenti la possibilità
di partecipare e attivare il recupero.
d)
Sia nei bienni sia nei trienni il Consiglio di classe, in aggiunta alle ore
curricolari, ha a disposizione un monte ore (massimo
cinque settimanali )
da utilizzare per itinerari
formativi differenziati, recupero di carenze di base e potenziamento -
nel biennio – delle competenze funzionali all’eventuale proseguimento degli studi
nel triennio.
Queste attività si svolgono, nel corso della settimana,in spazi orari precedenti le lezioni oppure il sabato e saranno attribuiti ai diversi docenti in base alle decisioni del Consiglio di classe.
e)
pag.2
2.2
Flessibilità e modularità
La
struttura prevede
articolazioni a carattere modulare
e flessibile che , fra l’altro,
potranno riguardare:
a)
l’orario delle lezioni ( distribuite su cinque giorni, raggruppamento
di materie per
area
in funzione di eventuali intese con le regioni, dell’accesso ai laboratori
ecc.);
b)
il calendario scolastico ( per consentire moduli intensivi e recuperi);
c)
l’aggregazione
degli studenti in gruppi scolastici per livelli; tale formula potrà essere
sperimentata dopo la fase di
avvio e validazione del progetto e prevede
una progressione scolastica degli studenti
fondata su livelli di
padronanza dei saperi
riferite alle diverse materie. Ciò implica il superamento della comune
nozione di classe e di promozione alla
classe successiva, con la
conseguente adozione di percorsi scolastici basati
sui livelli di conoscenza delle
singole discipline.
Potranno
altresì essere sperimentati forme di insegnamento a distanza
pe le quali le singole scuole attiveranno momenti di
ricerca e progettazione volti
all’inserimento graduale di tale strategia di apprendimento nella propria offerta
formativa.
Le
scuole che intendano avvalersi di
queste modalità dovranno presentare, insieme alle richiesta di
sperimentazione del corso serale, un apposito progetto che ne esplichi le
caratteristiche.
I
crediti costituiscono
il riconoscimento di competenze già possedute dagli studenti e
acquisite in seguito a:
riconosciuti
( crediti formali),
b)
esperienze maturate in ambito lavorativo o studi personali coerenti con
l’indirizzo di studi (crediti non
formali).
Il
loro riconoscimento e automatico nella prima ipotesi, mentre nella seconda
occorre una
valutazione caso per caso sulla
base di specifici accertamenti.
I
crediti, nei casi in cui comportino la promozione anticipata in una o più
discipline, determinano
anche l’esonero della frequenza delle materie per le quali sono stati
riconosciuti. Essi, pertanto, consentono accessi differenziati
al percorso scolastico e possono
essere accompagnati da un sistema
complementare di debiti. Il Consiglio di
Analoga
delibera può essere assunta in sede di scrutinio finale: il Consiglio
di classe,
che decidesse la non promozione dello studente, può attribuirgli
contestualmente crediti spendibili
nell’anno successivo per le materie nella quale e stata conseguita la
sufficienza.
Pag.3
2.4
TUTORING
In
particolare costituisce compito del tutor l’aiuto ai singoli allievi in
difficoltà rispetto:
a)
al loro inserimento nel sistema scolastico;
b)
all’attivazione di strategie a colmare carenze culturali;
c)
all’assistenza per
l’avvenute difficoltà in ordine alle scelte degli studi o dei
percorsi formativi.
Sede
del coordinamento didattico è il consiglio di classe
che, tenendo conto delle linee strategiche espresse
dall’ Istituto attraverso la carta dei servizi e il Progetto
Educativo di Istituto, ha, fra l’altro, il compito di definire:
a)
la distribuzione degli incarichi per il recupero;
b)
i raccordi e le integrazioni di materie;
c)
gli obbiettivi trasversali le strategie per realizzarli e le modalità
per la loro verifica;
d)
le metodologie didattiche più idonee rispetto alle caratteristiche
dell’utenza;
e)
l’organizzazione delle attività;
f)
le forme di autovalutazione;
g)
i criteri di valutazione;
h)
le modalità di valutazione dell’area di progetto.
Il
Consiglio di classe si riunisce
con i rappresentanti degli
studenti almeno
bimestralmente per verificare l’andamento dell’attività didattica
complessiva.
Figura
specifica di trasferimento è il coordinatore
di classe cui, in particolare, sono affidati
i seguenti compiti:
a)
organizzare e presiedere una riunione mensile
con gli studenti sull’andamento della classe;
b)
curare il coordinamento del Consiglio di classe (odg., organizzazione e
predisposizione di materiali ecc.);
c)
raccogliere sistematicamente informazioni (andamento scolastico e
disciplinare, problemi di relazione e/o socializzazione, assenze e ritardi) e
curare la diffusione.
A
integrazione di quanto previsto dalla carta dei servizi il contratto
formativo, nel presente progetto, assumerà obbiettivi specifici quali:
a)
coinvolgere lo studente nella definizione di percorsi formativi così
da suscitare fiducia nell’istruzione scolastica da parte di chi abbia avuto
con essa rapporti
negativi;
b)
rinforzare negli studenti l’autostima e la consapevolezza delle
proprie capacità e potenzialità, riconoscendo ad essi definiti spazi di
contrattualità formativa.
Ne
potranno costituire efficaci strumenti:
a)
i colloqui prima dell’iscrizione, in occasione dei quali verrà
presentato il progetto formativo (i programmi organicamente definiti, i
risultati attesi, le strategie didattiche) e se ne acquisirà provvisoriamente l’adesione
dell’interessato attraverso l’iscrizione formale;
b)
i testi di ingresso;
c)
la definizione di eventuali crediti e debiti formativi nelle varie
discipline;
d)
la proposta formativa delle singole materie, intesa come l’insieme
dei piani di lavoro predisposti per la classe e dei percorsi individualizzati.
5.
INDICAZIONI METODOLOGICHE
gli
interventi didattici tenderanno innanzitutto a creare
nella classe un clima di fiducia riguardo
alla possibilità di riuscita e
di successo; ciò anche attraverso modalità
relazionali e
comportamenti professionali rispettosi del
vissuto degli studenti oltre che
dei loro ritmi e stili di apprendimento.
Con
il ricorso a modalità di lavoro
appropriate e differenziate ,
l’azione didattica dovrà
inoltre tendere a:
a)
valorizzare le esperienze umane, culturali e professionali degli
studenti in tutte le situazione didattiche in cui ciò sia
possibile;
b)
motivare alla partecipazione e allo studio evidenziando soprattutto
il valore formativo
e l’apporto professionale di ciascuna proposta didattica;
c)
coinvolgere lo studente
anche attraverso la chiara indicazioni di traguardi
raggiungibili e di compiti realizzabili, rispetto ai quali
l’insegnante tenderà a porsi soprattutto come “facilitatore” di
apprendimento;
d)
utilizzare lezioni frontali, in ogni caso di breve durata, solo in
quelle circostanze in cui
esse risultino
strettamente funzionali;
e)
privilegiare le attività di laboratorio come momento in cui si impara
facendo;
f)
favorire il lavoro di ricerca di gruppo che dovrà essere
particolarmente strutturato
e guidato ;
g)
utilizzare il
problem solving
come strategia più
funzionale a processi di
apprendimento efficaci
anche e soprattutto
per studenti adulti;
h)
essere caratterizzata da ricorrenti movimenti in cui il docente crea
condizioni per apprendimenti
autonomi;
i)
assumere le cooperazioni come stile relazionale e modalità di lavoro.
In
analogia con quando previsto dai programmi già introdotti in ordinamento per
il settore industriale e per tutti i progetti coordinati dell’istruzione
tecnica, anche in questi
Pag5
Corsi
l’area di progetto assume particolare rilevanza: attraverso essa,si potranno
ulteriormente valorizzare conoscenze e competenze che gli studenti hanno
mutato delle esperienze professionali pregresse e si tenderà, ove possibile, a
ricomporre i processi lavorativi
in cui lo studente e inserito in
una visione unitaria e consapevole.
Criterio
fondamentale è che verifica
e valutazione perdano, a maggior ragione nei
confronti di un’utenza adulta, il loro valore sanzionarlo, ancora molto
diffuso nel
nostro sistema scolastico,
per assumere la più appropriata connotazione
il controllo di processi , al fine sia di diagnosticare e correggere errori
rilevanti nel percorso di apprendimento
sia di indurre corretti comportamenti autovalutativi negli studenti.
Osservazione
è misurazione debbono tendere pertanto a identificare le cause dello
scostamento tra risultati e obbiettivi e avere come finalità principale quella
di predisporre interventi per
adeguare metodi, tecniche e strumenti. Sarà così sempre sottolineata la
valenza formativa della valutazione e si creeranno le condizioni perché essa
sia meglio vissuta ed accertata.
La
definizione e la comunicazione delle classi di criterio e strumenti di
valutazione garantirà trasparenza e maggiore obbiettività a ogni forma di
controllo contribuendo così a
migliorare il clima generale della classe, a rendere espliciti i rapporti tra
docenti e studenti, a rafforzare le motivazioni
ad apprendere.
La
verifica quindi e il momento fondamentale della progettazione didattica e in
essa trova la propria significativa. Si tratta di un procedimento che si
articola in attività svolti in ambienti diversi e di complessità differente,
ma che sempre deve ricomporsi a
livello di consiglio di classe.
Va
ribadito che il singolo docente la verifica a scopo di:
a)
assume informazione sul processo di insegnamento-apprendimento in corso
per orientarlo e modificarlo secondo
le esigenze,
b)
controllare durante lo svolgimento dell’attività didattica
l’adeguatezza dei metodi, delle tecniche e degli strumenti ai fini
prestabiliti,
c)
accertare il raggiungimento
delle attività didattiche prefissate,
d)
pervenire alle classificazione degli alunni.
Considerato
che l’approccio metodologico
suggerito si basa essenzialmente sulla programmazione attraverso
unità didattiche che all’interno di queste assume
particolare rilevanza il momento diagnostico per
modificare un itinere il processo di insegnamento-apprendimento, si
ritiene che sia di grande utilità il sistematico
ricorso alla valutazione
formativa . tale attività, che come è noto
non deve essere utilizzata per la
classificazione del profitto degli alunni ma per individualizzare
l’insegnamento e organizzare il recupero, avverrà al termine di ogni
unità didattica e dopo lo
svolgimento di sue parti significative.
La
valutazione sommativi, effettuata per classificare gli alunni, dovrà utilizzare
strumenti funzionali al tipo di
obbiettivi che si intende misurare ( prove scritte strutturate e non
strutturate, prove orali) avendo cura di alternarli e di variarli. Inoltre, si
ritiene
Pag.6
utile
richiamare l'attenzione sul fatto che la valutazione di prove scritte e orali
non strutturate (alle quali non si dovrà tuttavia rinunciare perché consentono
di misurare obiettivi di livello elevato) dovrà avvenire sulla base di apposite
griglie per contenere la soggettività della loro lettura. Nel primo
quadrimestre i risultati dell'attività di laboratorio concorreranno alla
formulazione della proposta di voto per lo scritto.
La
valutazione di fine periodo terra conto dei risultati delle prove sommative e di
altri elementi, concordati in seno al Consiglio di classe, che saranno oggetto
di apposite registrazioni. Per ogni allievo dovranno altresì essere considerati
i comportamenti assunti e la qualità raggiunta nella realizzazione di progetti,
sviluppati in gruppo e con modalità multidisciplinare.
Per
il Consiglio
di classe, come
già sottolineato nei precedenti paragrafi, i compiti sono differenti e per
svolgerli è opportuno:
·
accertare
i livelli di partenza degli allievi,
·
scegliere
periodicamente alcuni obiettivi comuni da sottoporre a controllo,
·
identificare
ed esplicitare per ogni materia opportune situazioni di apprendimento
·
nelle
quali gli aspetti disciplinari risultino legati a comportamenti osservabili,
espressione degli obiettivi collegialmente definiti,
·
concordare
la progettazione di eventuali interventi di recupero.
Un
simile operare ha lo scopo di rendere realmente collegiale la valutazione di
fine periodo e consente di integrare i risultati raggiunti nelle singole
discipline con la maturazione globale dell'alunno di cui possono costituire
utili indicatori:
·
l'impegno
e la partecipazione,
·
la
progressione rispetto ai livelli di partenza,
·
il
raggiungimento dei livelli minimi disciplinari di conoscenza e di sviluppo delle
capacità indispensabili per la frequenza alla classe successiva, fissati
in sede di programmazione iniziale.
Per
quanto riguarda la quinta classe i progetti realizzati costituiranno un elemento
da tenere presente nella formulazione del giudizio di ammissione.
Poiché
la flessibilità
e l'autonomia
organizzativo - didattico differenzieranno
notevolmente i processi di insegnamento dei corsi in questione, si ritiene
opportuno introdurre gradatamente modalità di verifica e valutazione che
tendano a permettere da un lato di verificare il "saldo" di debiti
formativi e dall'altro ad assumere conseguenti decisioni a garantire standard
formativi comuni a livello nazionale. A questo scopo, alla fine del biennio e
delle classi terze e quarte, sono da prevedere prove comuni, anche
Strutturate,
elaborate da apposita commissione ministeriale costituita secondo criteri di
rappresentatività
dei soggetti coinvolti nella sperimentazione (ispettori,
presidi e
Docenti)
in linea di massima tale prove:
·
avranno
carattere pluridisciplinare per materie affini) e andranno in ogni caso distinte
in prove per le discipline dell'area comune e prove per le discipline dell'area
di indirizzo;
·
tenderanno
ad accertare non solo conoscenze, ma anche competenze, attraverso strumenti
diversificati di tipo oggettivo e comunque tali da garantire misurabilità e
confrontabilità;
Pag.7
dovranno
essere predefinite nelle
tipologie e nei contenuti all'inizio di ogni corso con una esplicitazione
precisa dei saperi fondamentali e irrinunciabili.
Le
caratteristiche delle prove saranno rese note ai consigli di classe che
orienteranno conseguentemente la loro azione formativa.
Ai
fini della formulazione del giudizio di promozione alla classe successiva i
risultati delle prove incideranno
nella misura del 50%.
7.
OSSERVAZIONI SUI QUADRI ORARIO
In
allegato si riportano gli orari e i programmi suddivisi, per i diversi
indirizzi, fra biennio e trienni. Si segnala che l’insegnamento
di "educazione fisica" non è stato inserito, in quanto ogni
istituto, in base alla prassi già instaurata al proprio interno per i corsi
serali e alle richieste degli studenti, ne deciderà l'eventuale collocazione
Nell’orario
settimanale.
Pag.
8
BIENNIO
RIENTRI
FORMATIVI
ORARIO
SETTIMANALE
|
Discipline
del
piano di studio |
Orario
settimanale
|
Tipo
di prove |
Classe
di concorso |
Area comune
|
Religione
/ attività alternativa |
|
|
|
|
|
Italiano
|
4 |
4 |
S.O. |
50/a |
|
Scienze
storico - sociale |
3 |
3 |
O. |
50/a |
|
Lingua
inglese |
3 |
3 |
S.O.
|
46/a |
|
Matematica |
4 |
4 |
S.O. |
47/a
48/a |
|
Scienze
integrate |
3 |
3 |
O. |
60/a |
|
Totale
|
17 |
17 |
|
|
|
Area
di indirizzo (settore commerciale) |
||||
|
Altra
lingua straniera |
4 |
4 |
S.O. |
46/a |
|
Economia
aziendale |
2 |
2 |
S.O. |
17/a |
|
Trattamento
testi e dati |
2 |
2 |
P. |
75/a |
|
Totale
|
8 |
8 |
|
|
|
Area
di indirizzo (settore
industriale) |
||||
|
Fisica
|
3
(2) |
3(2) |
O. |
38/a-29/c |
|
Chimica
|
2
(2) |
2
(2) |
P. |
13/a-24/c |
|
Tecnologia
e disegno |
3(2) |
3(2) |
G.O. |
71/a-32/c |
|
Totale
|
8
(6) |
8
(6) |
|
|
|
Area
di indirizzo (settore geometri) |
||||
|
Fisica
|
2 |
2 |
O. |
38/a |
|
Chimica
|
2 |
2 |
O. |
13/a |
|
Tecnologia
e disegno |
4 |
4 |
G.O. |
16/a |
|
Totale
|
25 |
25 |
|
|
TRIENNIO
RIENTRI
FORMATIVI
INDIRIZZO
GEOMETRI
ORARIO
SETTIMANALE
|
Discipline del
piano di studio |
Orario settimanaliPer anno di corso
|
Prove
di esame (a) |
Classe
di concorso |
|||||
|
Religione
/attività alternative |
|
|
|
|
|
|||
|
Italiano -------------------------------------- Storia
|
4 |
4 |
4 |
S.O ------------- O. |
50/a ------------- 50/a |
|||
|
Lingua
inglese |
2 |
2 |
2 |
S.O.(B) |
|
|||
|
Matematica
|
3 |
3 |
2 |
S.O. |
47/a |
|||
|
Diritto
|
2 |
2 |
2 |
O. |
19/a |
|||
|
Disegno
e progettazione |
3 |
3 |
4 |
S./G.O. |
16/a |
|||
|
Costruzioni
|
4 |
4 |
4 |
S./G.O. |
16/a |
|||
|
Topografia |
4 |
4 |
3 |
S./G.O.
|
72/a |
|||
|
Impianti
|
3 |
2 |
3 |
S./G.O.(
C ) |
20/a |
|||
|
Geoped.ecologia
ed estimo |
3 |
4 |
4 |
S./G.O.
(C ) |
58/a |
|||
|
Area di progetto * * * |
||||||||
|
Totali
ore settimanali |
28 |
28 |
28 |
|
||||
(
a ) S. = scritta; O. = orale; G. =
grafica; P. = pratica
(
b ) Nel quadro
quinto anno la prova è
solo orale
(
c ) La prova scritto – grafica
solo al 4° e 5° anno
·
all’area
di progetto, che rappresenta un
indispensabile momento di sintesi
da
realizzarsi con una attività progettuale interdisciplinare, deve
essere destinato
un numero di ore non
superiore al 10% del monte ore annuo delle discipline
coinvolte in queste attività.
INDIRIZZO RAGIONIERI
ORARIO
SETTIMANALE
|
Discipline del
piano di studio |
Orario settimanaliPer anno di corso
|
Prove
di esame (a) |
Classe
di concorso |
|||||
|
Religione
/attività alternative |
|
|
|
|
|
|||
Italiano |
3 |
3 |
3 |
S.O |
50/a |
|||
Storia |
2 |
2 |
2 |
O. |
50/a |
|||
|
Matematica |
3 |
3 |
3 |
S.O. |
48/a |
|||
|
Lingua
inglese |
3 |
3 |
3 |
S.O. |
46/a |
|||
|
Economia
aziendale |
8 |
9 |
9 |
S.O. |
17/a |
|||
|
Diritto |
3 |
3 |
2 |
O. |
19/a |
|||
|
Economia
politica |
3 |
2 |
3 |
O. |
19/a |
|||
|
Area di progetto * * * |
||||||||
Totali ore settimanali |
25 |
25 |
25 |
|
||||
·
all’area
di progetto, che rappresenta un
indispensabile momento di sintesi
da
realizzarsi con una attività progettuale interdisciplinare, deve essere
destinato
un numero di ore non
superiore al 10% del monte ore annuo delle discipline
coinvolte in queste attività.
Ottobre 2002 Trascrizione di Lino Calogero Assistente Informatico ITCG Ribera