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      Docente responsabile  Nellina  Triolo
     Dirigente Scolastico prof. Carmelo Mangione

Rielaborazione  multimediale

dell'assistente  tecnico  Calogero Lino

 

 
   

Fin dall'antichità la Grecia è stato un paese di  mercanti, i cui scambi avvenivano con

gli altri  popoli  attraverso il mare Mediterraneo. Verso la fine del 1800, periodo in cui

le navi a vela vissero il loro massimo splendore,  le merci venivano trasportate da grandi

velieri costruiti in ferro e fasciami di legno, rivestiti di metallo chiodato. Il legno dello

scafo era ricoperto da lamine di rame fino  alla linea di galleggiamento per evitare

incrostazioni che nei mari caldi, li avrebbero  fatti rallentare. Ma tali imbarcazioni , pur

essendo maestose, avevano un difetto: un carico   eccessivo avrebbe compromesso la loro

struttura perché la nave poteva sbandare e rimanere in   balia delle onde e del vento.

Questo è quanto e accaduto all’Angelika, un veliero  mercantile greco che all’  inizio del secolo,

esattamente nella notte tra il 6 e il 7 Febbraio del   1906, fece naufragio  al  largo del mare di

Seccagrande di Ribera ( Ag ) , a causa  di  una violenta tempesta.

Il bilancio di quella tragica notte fu il seguente: tre marinai morti , cinque dispersi e il veliero

affondato. Qualcuno, qui a Ribera ,  Ricorda il viso addolorato del capitano che

la mattina successiva, si era reso conto di  aver perduto il proprio figlio tra le onde.

L’anno successivo al naufragio i resti emergenti del  bastimento furono demoliti, mentre sul fondale

Rimasero tre grandi ancore con le loro pesanti catene. Nel 1994, dopo quasi novant'anni , un medico riberese,

Domenico Macaluso esperto in archeologia  subacquea , è riuscito a riportare alla luce due delle

ancore del veliero, che insieme alle catene, pesavano  1800 kg. ciascuna.

Il recupero delle ancore è stato effettuato di una  gru, che ha sottratto al mare anche un centinaio di

mattoni. Con ciò che il mare aveva restituito è   stato realizzato un monumento sul lido di Seccagrande, a 

testimonianza della storia   dell’Angelika.  In seguito è nato un gemellaggio culturale tra i distretti

scolastici greci e riberesi. Durante l’incontro tra le  autorità greche di  Oinoussai , città natale dei

marinai dispersi , e quelle riberesi  sulla spiaggia di  Seccagrande, è stata deposta in mare una corona di

fiori a ricordo di quel tragico avvenimento.  La storia dell’Angelika si riallaccia a quella di altre

imbarcazioni che, nel corso dei secoli, attraversando  mari e oceani, sono affondate.

Il mare nasconde ancora oggi i loro resti e loro storie.

 

Elenco degli alunni che hanno realizzato il lavoro

MANTIO, ROSSELLI, PIAZZA:  III B Comm.le:

GUARISCO, RANDAZZO,  SCATURRO:  IV B Comm.le:

D’ANGELO,  MICELI:  III D Comm.le:

MADDI,  MARSALA: III F Comm.le:

BARBERA, FIDANZA, MAIORANA, ORESTANO: III D Geom.

BENTIVEGNA, CRISCENTI, GIANNETTO, MICELI C. , MODICA,

PUMILIA: IV D Geom.

I   DOCENTI:

- prof. Carmelo  Mangione.    prof.ssa  Nellina  Triolo.    ass.tec. Calogero  Lino

- Collaboratore esterno:          dott. Domenico  Macaluso

- Voce fuori campo:                Vincenzo Sottosanti