Noi alunni dell' I.T.C.G. Giovanni XXIII di Ribera abbiamo trascorso una settimana in Francia e in Germania in rappresentanza del progetto "Comenius" cominciato circa due anni fa.
Cos'è il Comenius?
E' un progetto di scambio culturale con scuole di altri paesi all'interno dell'Unione Europea; abbiamo partecipato in sei: Calogero Tornambè, Silvia Naglieri, Elisa Quartararo, Antonella Mandese, Pasqualino Iatì e Giovanni Parisi.
Siamo partiti la mattina del 3 ottobre dalla scuola per Francoforte accompagnati dalle docenti Prof.ssa Francesca Ruvolo e Prof.ssa Francesca Sortino.
La sera del 3 ottobre, arrivati a destinazione, abbiamo trovato all'aeroporto il preside della scuola tedesca Wirtschaftsgymnasium Michael Ney e il vicepreside Joseph Müller (sotto nella foto) che ci hanno accolti e più tardi accompagnati al liceo "Pascal" di Forbach dove trascorrevamo le nostre serate. 
Il giorno seguente ci siamo incontrati con i ragazzi che ci hanno ospitati per il week-end e ci siamo recati a Strasburgo; abbiamo visitato la città e cercato di socializzare con il resto del gruppo.
La sera ci siamo recati nelle famiglie: le ragazze ospitate in Francia, a Forbach e i ragazzi ospitati in Germania a Saarbrücken.
Il week-end passato in famiglia è stato proficuo in quanto siamo venuti a conoscenza degli usi e delle consuetudini locali inoltre, la cosa che ci ha meravigliati, è stata che riuscivamo a comunicare e farci capire con pochi sforzi tanto che già il quarto giorno di permanenza pensavamo in inglese alcuni e in francese altri, senza capirlo…era tutto
naturale!
Il giorno successivo abbiamo visitato l'acciaieria di Weltkulturerbe Völklingen dove abbiamo potuto vedere i metodi di lavorazione dell'acciaio e con quanta fatica venissero svolti.
Poi il martedì siamo stati in classe con gli alunni tedeschi e abbiamo assistito un gruppo, alle lezioni di contabilità e l'altro gruppo alle lezioni di fisica e chimica dove si è notato il modo di fare diverso dal nostro: silenzio, pulizia, ordine, rispetto per l'ambiente scolastico.
Il mercoledì, invece, ci siamo recati nelle classi francesi e anche lì abbiamo notato le stesse differenze.
E' stato entusiasmante il contatto con gli altri ragazzi; ai nostri occhi realtà diverse e se credevamo, facendo di tutta l'erba un fascio, che i tedeschi fossero freddi come il ghiaccio ci siamo ricreduti in quanto abbiamo conosciuto dei ragazzi con i quali stiamo ancora in contatto.
Siamo stati accolti anche dalla Vicepresidente della provincia Elfriede Nikodemus che ha approfondito lo scopo del progetto.
Il giorno dopo siamo andati all' "Elysée Cosmétiques" dove abbiamo visto le varie operazioni che vengono svolte per ottenere prodotti estetici; l'ultimo giorno invece siamo andati a visitare la birreria "Bruch" e lì abbiamo assistito ai vari procedimenti che permettono di ottenere la birra.
Anche quest'esperienza, come del resto tutte le cose belle, è giunta al termine con nostro grande rammarico, perché avremmo voluto che il soggiorno fosse stato più lungo e ci auguriamo che il progetto possa consentire ad altri studenti dell'istituto di provare la stessa esperienza che è unica e irripetibile.
Il lavoro e redatto e curato da: Silvia Naglieri,
Calogero Tornambè,
Elisa Quartararo, Pasqualino Iatì
Antonella Mandese, Giovanni Parisi
Lunedì 8 ottobre abbiamo visitato l’acciaieria Saarstahl in Germania tuttora funzionante, dove un’abile tecnico ci ha illustrato i vari processi lavorativi del ferro per formare vari materiali in acciaio.
Il ferro, viene fuso in speciali forni, poi viene immesso in una grande vasca dove, tramite una serie di processi, viene trasformato in metallo.
Questo richiede un lavoro molto duro e pericoloso per questo è d’obbligo l’uso del casco anche da noi quindi indossato (vedi foto in basso).
<== FUSIONE DEL FERRO
Per la sua pericolosità, questo lavoro purtroppo adesso non lo vuole fare più nessuno e noi abbiamo potuto verificarne il perché. Dentro la fabbrica c’è un’aria irrespirabile e la temperatura per fondere il ferro è di migliaia di gradi.
Questa acciaieria è in funzione da molti anni ed è una delle più importanti in Germania.
Prima la lavorazione del ferro era molto più difficile, pericolosa e lenta adesso invece, i nuovi macchinari hanno velocizzato molto i tempi di produzione ma sfortunatamente hanno diminuito il personale.

Vicino a questa acciaieria c’è n’è un’altra più antica non funzionante: la ferriera di VÖLKLINGEN.
Questa acciaieria è stata fondata nel 1873 dall’ing. Julius Buch, venne poi comprata da Carl Rochling che fece lavorare l’altoforno dal 1883.
FERRIERA DI VOLKLIGEN
Dopo pochi anni questa divenne la fabbrica per la produzione dell’acciaio più importante della Germania. Anno dopo anno le tecniche utilizzate si modernizzarono fino ad arrivare alla riutilizzazione dei residui.
Vi lavoravano in circa 14000 tra donne e uomini e nel 1952 con il boom dell’edilizia la produzione raggiunse il suo più alto livello, ma nel 1986 gli altiforni verranno chiusi e
migliaia di uomini perderanno il lavoro.
Quest’acciaieria però, a differenza di tante altre, non venne abbandonata, anzi venne dichiarata dall’UNESCO un monumento industriale e centro europeo d’arte.
INTERNO FERRERIA DI VOLKLIGEN
La mattina di mercoledì 8 ottobre abbiamo visitato la società Elysée Cosmetiques situata nei pressi di Forbach. Si tratta di una struttura autonoma, dedita alla produzione dei prodotti cosmetici in spray.
 
Tutti i servizi sono siti a Forbach ed è composta da due unità; la prima ha una superficie di 9000m2 ed è funzionante dal 1995.
Lì si producono 6 linee di prodotti spray e una linea di bombolette a pressione.

All’interno si trovano pure: la direzione, il servizio commerciale e di vendita, la sala di ricevimento, i laboratori, l’ufficio degli acquisti e della contabilità.
 
La seconda unità ha una superficie di 8000m2 ed è operativa dal 2001. E’ composta da due sale di miscelazione, una sala di produzione con una linea di spray, una linea di bombolette a pressione e un’area di stoccaggio.
Elysée Cosmetiques è un’azienda razionale che fornisce dei prodotti utili di alta qualità alle migliori condizioni. dispone di un'équipe professionale intraprendente, disponibile e motivata per conciliare i nuovi prodotti con le esigenze del mercato.
Le formule Elysée Cosmetiques sono il risultato del lavoro degli istituti di ricerca internazionale.
L’obiettivo principale dell’Elysée Cosmetiques è la qualità di ciascuno dei suoi prodotti che vengono testati nei laboratori assicurando una vasta gamma di prodotti cosmetici per mezzo di macchinari ad alta tecnologia.

Giovedì 9 ottobre abbiamo visitato la “Bruch Birreria” situata nella periferia nella città di Saarbrücken, in Germania. Siamo stati accolti meravigliosamente, infatti alla fine della visita ci hanno offerto würstel e , soprattutto birra, la specialità della casa. Appena entrati nella fabbrica il rappresentante della compagnia ci ha spiegato il metodo di produzione della birra. E’ un metodo assai complesso.
METODO
Come materia prima viene usato il malto d’orzo macinato non superficialmente. Successivamente viene versato nella caldaia di miscela con il mosto e l’acqua. La massa risultante viene portata, con un riscaldamento graduale, fino alla temperatura di 77°C per procedere, quindi, alla verifica dell'avvenuta saccarificazione (la saccarificazione è la trasformazione necessaria dell'amido del malto in zuccheri) e alla fine della miscelazione il miscuglio viene trasferito nel tino di filtrazione dove si separa la parte liquida detta mosto. Il mosto, filtrato e perfettamente limpido, torna nella caldaia dove viene portato ad ebollizione per 90 minuti. In questa fase, detta di cottura e luppolamento, avviene l'aggiunta del luppolo in pellets (fiori pressati). A fine cottura, il mosto viene raffreddato e trasferito ai tini di fermentazione dove, grazie all'aggiunta del lievito, comincia la fase di "fermentazione primaria", la maggior parte degli zuccheri subisce la trasformazione in alcool e si produce l’anidride carbonica.
ALL'INTERNO DELLA BIRRERIA
Dopo una settimana circa, la "birra giovane" passa alla fase di maturazione ed
affinamento, al termine della quale, la birra raggiunge naturalmente la necessaria gasatura
e rotondità di gusto. Di tutto questo procedimento, noi, abbiamo visto solo l’aspetto esteriore.
SCHEMA DI PRODUZIONE DELLA BIRRA
Dopo tutte queste lavorazioni si passa all’imbottigliamento della neo-birra. Per questo passaggio della birra all’interno delle bottiglie, la maggior parte del lavoro è svolto dalle macchine e infatti i lavoratori erano o tecnici dei macchinari oppure si occupavano degli aspetti chimici della birra. Anche questa parte è stata sensazionale!
I macchinari erano in grado di individuare un piccolo problema nella bottiglia e scartarla, inoltre versavano la birra, mettevano il tappo alla bottiglia, mettevano le bottiglie nelle cassette; insomma erano capaci a fare qualsiasi cosa.
Arrivati a questo punto la birra era pronta per essere stappata, bevuta e goduta, mentre per la birra alla spina, anziché imbottigliata all’interno dei serbatoi veniva trasportata a destinazione.
E’ stata una bella esperienza e anche se è passato molto tempo, noi alunni abbiamo ancora voglia di ritornare alla birreria e bere un boccale di birra appena prodotta.
all’interno dei serbatoi veniva trasportata a destinazione.
E’ stata una bella esperienza e anche se è passato molto tempo, noi alunni abbiamo ancora voglia di ritornare alla birreria e bere un boccale di birra appena prodotta.
BIRRA APPENA PRODOTTA
Mercoledì pomeriggio abbiamo visitato la CABLES LAPP, sempre nei pressi di Forbach. La Cables Lapp è uno dei fornitori mondiali leader di cavi elettrici, conduttori elettrici, accessori per cavi e sistemi di comunicazioni. Ha in tutto il mondo 50 filiali con un incasso annuo di circa 500 milioni di Euro.
Questo gruppo industriale familiare propose dei cavi e dei conduttori elettrici per la costruzione di macchinari, per l'industria automobilistica, per l'informatica, per apparecchiature elettriche, ecc.
OSCAR
LAPP
Nel 1959,Oskar Lapp fondatore della società, sviluppò ÖLFLEX, il primo cavo di comando al mondo fabbricato industrialmente.
Nel 1990 si costruì la filiale della CABLES LAPP a Forbach. Per la sua costruzione si investirono 63 milioni di franchi con la creazione di 120 posti di lavoro.
CABLES LAPP A FORBACH
DATE IMPORTANTI
1959 creazione della U.I. LAPP KG a Stuttgart
1966 creazione della CONTACT GmbH a Stuttgart
1979 creazione della ÖLFLEX Inc. nel New Jersey (USA)
1990 creazione della Câbleries LAPP a Forbach (Francia)
1994 creazione di un'azienda di esportazioniconseguimento del certificato ISO 9001
da l'AFAQ
2000 creazione della Camuna Cavi a Edolo (Italia)
PRODOTTI
2002 creazione della Thomas Lapp Cable in Corea
La CABLES LAPP produce una vasta gamma di cavi elettrici, flessibili e non, che si possono utilizzare per la costruzione di varie attrezzature commerciali, macchinari, automobili, e numerosi utensili elettrici. Inoltre produce accessori per cavi, conduttori elettrici e persino sistemi di comunicazione.
CLIENTI
Il gruppo CABLES LAPP rifornisce molte note aziende tra le quali:
le case automobilistiche MERCEDEZ e PORSCHE, la BOSCH, la TETRA PAK e la MANNESMANN DEMAG.
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