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I S T I T U T O   T E C N I C O   S T A T A L E

C O M M E R C I A L E   E   P E R   G E O M E T R I

"GIOVANNI  XXIII"    RIBERA ( AG )

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                     DIRIGENTE SCOLASTICO

             PROF. Carmelo  Mangione

                          PROFESSORI

                                      Anna  Bono

                                    Liboria Mulè

                                       Accursio  Gennaro

 

ASSISTENTE    TECNICO

Calogero   Lino

1998/99

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I

 

P R E M E S S A

 

 

L’ I. T. C. G. "Giovanni XXIII" di Ribera ha il piacere di presentarvi

questo opuscolo sui "Vecchi Mestieri" realizzato in lingua Italiana, Francese ed

Inglese grazie alla collaborazione degli studenti e docenti di lingua straniera

che curano il "Progetto Comenius , azione 1" assieme al gruppo di studenti ed insegnanti

spagnoli della scuola " Colegio Hispania" di Cartagena e al gruppo di studenti

ed insegnanti greci della scuola "4° Gymnasio" di Komotini.

L’opuscolo vuole coronare il lavoro in comune svolto durante il I° anno e

portare a conoscenza le realtà locali e regionali dei processi di lavorazione

di prodotti artigianali che a tutt’oggi sopravvivono in alcune località siciliane,

con l’intento di recuperare questo patrimonio che rischia di perdersi.

La lingua straniera sarà pertanto lo strumento di confronto fra la nostra

cultura e le altre.Rivolgiamo un grazie al nostro meritevole Preside Prof. Carmelo Mangione

per l’interessamento e per la ventata innovativa apportata nella nostra scuola

avvicinandola ad una nuova coscienza Europea e verso il III° millennio.

 

 

 


II

 

Gli insegnanti di lingua Inglese ringraziano il Sig. Calogero Lino

per l’ assistenza tecnica , per la pazienza e la costante collaborazione.

 

 

 

 

 


1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La Sicilia e le sue 9 province.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


2

 

 

La Sicilia è sempre stata una terra di gente laboriosa. L’agricoltura,

la pesca e l’allevamento furono le principali occupazioni nel passato.

 

 

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Molti erano anche impegnati in altri lavori artigianali: alcuni di questi sono scomparsi,

mentre altri ancora esistono in alcuni paesi della Sicilia.

 

 

 

 

 


3

LA FUSIONE DI UNA CAMPANA

 

La fusione della campana è un tipico lavoro artigianale di Burgio, una cittadina

vicino a Ribera. Esso è infatti l’unico, nel suo genere, in tutta la Sicilia.

Abbiamo visitato la fonderia del Sig. Virgadamo per vedere come nasce una campana.

 

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4

 

 

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Il Sig. Virgadamo, proprietario della fonderia, posa con orgoglio

accanto ad una delle numerose campane prodotte dai suoi operai.

 

 

 

 


5

 

 

 

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Questa artistica campana è un dono per il Papa. E’ stata creata

per il Giubileo dell’anno 2000.

 

 

 

 

 

 


6

 

 

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Questo operaio sta rifinendo con lo scalpello l’iscrizione sulla campana

 

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Un operaio sta lucidando la campana.

 

 


7

 

 

 

 

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Questi battagli sono usati per suonare le campane.

 

 

 

 


8

 

 

 

 

 

 

 

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Forno alimentato a gasolio usato per campane di piccole dimensioni e

per altri oggetti in bronzo.

.

 

 

 

 

 


9

 

 

 

 

 

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Un prodotto finito della fonderia del Sig. Virgadamo collocato nel campanile

di una chiesa a Burgio.

 

 

 

 

 

 


10

 

Le campane, come quelle usate nelle chiese, sono fuse in un solo blocco con

metallo fuso. Il metallo è formato da una composizione di rame e stagno.

Per la fusione della campana occorrono due stampi di argilla cotta. Uno è lo

stampo solido interno che forma lo spazio vuoto all’interno della campana.

Lo stampo esterno è cavo e forma l’esterno della campana.

Il liquido fuso è versato tra le due forme. Quando il metallo si raffredda e

diventa duro le forme di argilla vengono distrutte.

Una grande campana richiede parecchie settimane per raffreddare completamente.

 

3 campane 1 campanile.jpg (15770 byte)

 

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11

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Queste campane sono state fuse usando la stessa procedura descritta nelle

pagine precedenti. La tecnica è interamente descritta nella video cassetta allegata.

 

 


12

 

 

 

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particolare della campana.jpg (18198 byte)

 

Un primo piano delle campane che mostra la decorazione su di esse.

 

 


13

LA CERAMICA

 

Le argille o gli altri materiali usati nelle ceramiche sono ricavati dalla terra.

Delle macchine schiacciano e macinano i minerali in fini particelle.

Le particelle sono mescolate in giuste proporzioni e l’acqua è aggiunta per renderle malleabili alla forma.

L’attrezzo principale del ceramista è la ruota.

Il ceramista fa girare rapidamente l’argilla su un disco ruotante e forma

il suo vaso modellandolo con tutte e due le mani.

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Il Sig. Caravella mentre crea un vaso al tornio che a tutt’oggi

viene fatto ruotare a pedale. L’ intero processo di creazione dei

suoi prodotti è una tecnica rimasta invariata risalente al

XVI secolo.

 

 


14

 

 

Gli oggetti appena formati vengono messi ad essiccare al sole. Dopo

 

vaso.jpg (10254 byte)

 

l’avvenuta essiccazione, la ceramica è cotta in un forno.

La cottura protegge l’argilla dagli effetti dell’acqua, l’indurisce definitivamente e le dà robustezza e durabilità.

I ceramisti proteggono molte delle loro produzioni con un rivestimento trasparente

chiamato smalto, il quale protegge la terracotta dall’umidità

dei liquidi e la rende più liscia e più facile da pulire. La smaltatura

serve anche per decorare l’articolo.

 

 

piatto burgio.jpg (11438 byte)

 

 


15

 

 

Fasi della produzione della ceramica:

 

  1. Modellare l’articolo;

  2. Essiccazione;

  3. Cottura;

  4. Smaltatura.

 

 

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16

 

 

 

 

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Un piatto "stagnato" (smaltato) prodotto da un ceramista di Burgio.

 

 

 


17

 

IL FABBRO FERRAIO O MANISCALCO

 

Il fabbro crea e ripara oggetti in ferro spianandoli con il martello sull’incudine.

L’unico maniscalco a Burgio è il Sig. Palermo, il quale è stato molto disponibile

nel mostrarci come ferrare un asino o un cavallo.

Dapprima egli forgia il ferro di un cavallo in una fucina, lo modella con un martello

su un’ incudine, poi inchioda il ferro allo zoccolo dell’animale usando un martello.

 

 

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18

 

 

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Questi ferri di cavallo furono trovati in un frutteto a Ribera.

Quello piccolo fu probabilmente usato per ferrare un asino, mentre l’altro

apparteneva senza dubbio ad un mulo.

 

 

 

 

 


19

 

I CONTADINI

 

Dopo una faticosa giornata di lavoro, i contadini finalmente possono

riposarsi per pochi minuti e consumare all’ombra un pasto in tutta fretta.

Gli animali come i muli, gli asini e i buoi erano usati per tirare i carretti o coltivare il terreno

 

 

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20

 

Dopo l’invenzione della macchina (a motore)

gli animali non furono   più  utilizzati nei campi.

Oggigiorno essi sono stati sostituiti dai trattori

e da altri moderni macchinari agricoli

 

 

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21

 

LA SCELTA DELLA FRUTTA

 

 

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I commercianti all’ingrosso che acquistavano frutti di stagione dovevano

poi fare una scelta qualitativa prima di riempire le ceste. Il lavoro veniva

svolto dalle donne le quali sedute vicine ai frutti, in questo caso alle pere,

separavano il prodotto classificandolo di prima, seconda e terza qualità.

 

 

 


22

 

LA CASALINGA

 

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Dopo aver preparato il pasto serale, la donna può finalmente riposarsi un

po’ aspettando il rientro del marito dai campi.

Il compito primario di una donna era di prendersi cura dei bambini e della casa.

 

 

 


23

 

LE BUCATAIE

 

 

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Una volta, non tanto tempo fa, l’acqua dei fiumi e dei torrenti era limpida, pura, pulita.

Per il bucato settimanale le massaie riempivano i cesti di panni sporchi

e sulla sponda del fiume, in posti prestabiliti, iniziavano la lavatura.

Il più delle volte il mezzo di lavoro era un pacchetto di legno rialzato, ma le

massaie più povere si servivano di grandi ciottoli di fiume levigati e piatti , chiamati "balate".

 

 


24

IL RICAMO

 

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    In Sicilia le ragazze ricamavano a mano il loro corredo da sposa o davano

incarico a persone specializzate in questo lavoro. A Ribera le ragazze

imparavano a ricamare fin da piccole e molte di loro frequentavano corsi

organizzati dalle suore Francescane.

Dapprima imparavano a fare semplici punti come il punto croce, il punto

catenella e il punto erba. Alcune ragazze diventarono così abili che furono

capaci di ricamare il proprio corredo da sposa, che era formato da lenzuola

di lino o di cotone, asciugamani, copriletto e tovaglie.

 

 


25

 

 

 

I più comuni punti usati nel ricamo sono: punto erba, punto raso, punto croce, punto

a giorno, punto orlo, punto a occhiello.

 

 

 

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26

 

 

 

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Per ricamare questo copriletto di lino la ricamatrice ha usato il punto croce.

Una brava ricamatrice era molto attenta a scegliere i colori più

appropriati per far risaltare la bellezza dei disegni.

 

 

 

 


27

 

L’UNCINETTO

 

 

I merletti all’ uncinetto possono essere fatti a macchina, ma in Sicilia le donne li fanno a mano.

I merletti si realizzano intrecciando un solo filo a catena per mezzo di un ago

chiamato uncinetto. In rapporto al lavoro impiegato essi sono

relativamente poco costosi.

I tre principali punti usati sono: catena, maglia, doppia maglia.

Il punto catena è usato per creare spazi, il punto maglia crea disegni e fasce.

Il punto a doppia maglia è usato allo stesso modo del punto maglia ma è due volte più ampio.

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28

 

 

 

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Un centrino fatto all’ uncinetto.

 

 

 

 


29

 

 

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Questo centrino ha la forma di una piuma di pavone. Lo si può

mettere in una cornice per ricavarne un quadro oppure sopra un

tavolo rettangolare.

 

 

 

 


30

 

LE CANAPINE

 

 

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Uno dei mestieri più vecchi della civiltà contadina: la lavorazione della canapa.

Dopo essere stata essiccata veniva battuta , grattata e gramolata per

separare definitivamente le fibre legnose dalla parte filacciosa. Veniva poi

ulteriormente lavorata per giungere al manufatto finale. Un lavoro questo

che veniva svolto dalle donne e dai bambini.

 

 

 


31

 

 

LE TESSITRICI O LE FILATRICI

 

 

 

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Tre giovani sorelle davanti al loro casale di campagna lavorano la lana.

Prima al rocchetto poi alla ruota per raffinarla e successivamente

all’arcolaio per ridurla in un filo vero e proprio. Un lavoro artigianale

esclusivamente per donne realizzato con mezzi rudimentali ma efficaci.

 

 

 


32

LA     LAVORAZIONE DELLA CARTA

 

 

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Siamo nella fase finale della lavorazione della carta .

Dopo la pulitura della fibra legnosa e la susseguente macerazione,

il prodotto veniva poi steso per l’asciugatura in appositi laboratori.

L’operaio addetto stendeva i sottili pannelli su un piano di legno

per portarli poi alla lavorazione finale.

 

 

 

 


33

 

LO  SPAZZINO

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Il suono di una cornetta annunciava l’arrivo del carretto comunale e le

massaie si affrettavano a portare i recipienti della spazzatura. In estate si

usava spruzzare la strada con l’annaffiatoio per l’igiene e per avere un po’

di frescura.

 

 

 


34

I CARPENTIERI

 

 

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Gruppi di carpentieri stanno lavorando alla costruzione di un edificio.

In questi ultimi anni, a causa della crisi economica, soprattutto nell’Italia

meridionale, molti giovani lavoratori sono emigrati altrove in cerca di un lavoro.

 

 

 

 


35

I PORTATORI D’ACQUA

 

 

 

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Questi giovani stanno riempendo dal barile le loro brocche con acqua

fresca per portarla ai contadini che stanno lavorando nei campi.

 

 

 

 


36

IL GELATAIO

 

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Un fischio annunciava che il gelataio era arrivato nei dintorni.

I bambini smettevano di giocare e velocemente correvano verso il carretto

a pedali per comprare coni o brioches con gelato.

 

 

 


37

LA RICAMATRICE

 

G: Ciao, Maria.

M: Ciao, Graziana.

G: Cosa fai ?

M: Ricamo un fazzoletto. Sai, mi sposerò la prossima primavera, quindi d devo completare il mio corredo.

G: E’ bellissimo! Come si chiama questo punto?

M: Questo è il punto croce.

G: Cos’ altro hai ricamato ?

M: Guarda! Ti piacciono queste federe e questo lenzuolo?

G: Sì, sono bellissimi.

M: Questo è il punto erba.

G: Sei una ricamatrice molto brava, Maria.

M: Grazie, Graziana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


38

 

 

IL LAVORO ALL’ UNCINETTO

 

A: Cos’è questo?

B: E’ un uncinetto.

A: A cosa serve ?

B: Serve per fare pizzi e merletti. Quello che ti occorre è del filo e q questo uncinetto.

A: Si possono fare centri, bordi e coperte.

B: E’ facile imparare ?

A: Sì, è molto facile.

B: Prendi il filo, passalo attorno al dito così, e fai una maglia con l’ l’uncinetto.

A: E’ vero ! E’ molto facile. Voglio imparare anch’io.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


39

 

AL NEGOZIO DI SOUVENIR

Turista: Buongiorno.

Proprietario: Buongiorno. Posso aiutarla ?

T: Sì, quanto costa quel piatto grande ?

P: £. 45.000

T: E’ molto costoso.

P: No, non lo è. Ci vale perché è stagnato. Tutto il nostro vasellame è è stato prodotto a

     Burgio da ceramisti molto abili.

T: Va bene, lo prendo. Cosa sono queste ? ( indicando le " lancedde " e le " " lemme " )

P: Queste sono chiamate " lemme " e venivano utilizzate come contenitori  per il

    concentrato di pomodoro fatto in casa e per altri alimenti.

T: Prendo due " lemme " e due " lancedde ". Quanto pago in tutto ?

P: £. 90.000

T: Tenga.

P: Grazie.

T: Arrivederci.

P: Arrivederci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


40

IN SARTORIA

 

Cliente: Buongiorno.

Sarto: Buongiorno.

C: Mi potrebbe cucire un vestito per Natale ?

S: Beh, vediamo. Ho tante cose da completare per Natale, ma penso d di poterci riuscire.

C: Ecco qui la stoffa.

S: Mi faccia prendere le misure:

spalle: cm.

maniche: cm.

torace: cm.

vita: cm.

fianchi: cm.

inforcatura: cm.

lunghezza: cm.

C: Quando sarà pronto ?

S: Penso fra due settimane.

C: Grazie, arrivederci.

S: Arrivederci.

 

 

 

 

 

 

 

 


41

 

Gli studenti che partecipano al

"PROGETTO COMENIUS"

AZIONE 1 :

 

Alba Valentina I B comm. Barbera Roberto III D geom.

Casà Simone III D comm. Colletti Calogero I D geom.

Cortese Giacomo I B comm. Diecidue Azzurra I B comm.

Di Giorgi Alessio I B geom. Diliberto Rosalia III F comm.

Ferrantelli Marina IV F comm. Frenna Pietro IV D geom.

Gennaro Alessandro III D comm. Giallombardo Francesca IV F comm.

Mastrodomenico Giuseppe II D geom. Mariondi Graziana IV F comm.

Miceli Claudia III D comm. Oliveri Giusy III D comm.

Parlapiano Vincenzo III D comm. Perricone Giuseppe III D comm.

Quartararo Cinzia III F comm. Rinoldo Rosa IV F comm.

Rossello Sara IV F comm. Vinciguerra Salvatore III D geom.

 

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lino@itcgribera.it