1
RIBERA

LA MONETA E
L’U.E.M.
Profilo storico e aspettative
ANNO SCOLASTICO 1999-2000
|
2 Robert
Schuman, uno dei padri fondatori della CEE, nel 1950, disse: “l’Europa non si farà all’
improvviso, nè secondo un piano generale, ma attraverso delle
realizzazioni concrete, creando prima una solidarietà de facto”.
|
|
3 E’
in tale prospettiva che abbiamo affrontato il tema della moneta, argomento
di grande attualità che ci ha incuriositi e coinvolti sempre di più.
La moneta unica rappresenta “una realizzazione concreta”, la prima vera tappa verso
l’unificazione dell’Europa, un vero e proprio salto politico che aiuterà
il cittadino a rafforzare il proprio senso di appartenenza alla nuova
Europa. |
|
4 La
finalità del nostro progetto è stata quella di evidenziare i vantaggi e le
potenzialità della moneta unica e prendere coscienza della nuova
dimensione europea. |
|
5 ORIGINI - FUNZIONI E TIPOLOGIA DELLA MONETA |
|
6 La
caratteristica economica della moneta, che la rende funzionale allo
scambio, è la sua accettazione in pagamento da parte di tutti gli
operatori economici. A tal fine si è preferito utilizzare come
moneta una merce che sia la più possibile desiderata e, quindi,
maggiormente vendibile. |
|
7 I SISTEMI MONETARI Gli
Stati hanno progressivamente adottato strumenti monetari e normativi
adeguati alle mutevoli esigenze di celerità e di sicurezza connesse alle
relazioni commerciali. Infatti, l’evoluzione dei traffici economici
internazionali, via via sempre più intensi e complessi, sia per il numero
sempre più grande degli operatori che per le dimensioni delle operazioni,
rendevano necessari l’adozione di modalità e meccanismi di
regolamentazione internazionali. |
|
8 24/8/1862
al 5/11/1878, in forza della partecipazione alla cosiddetta lega latina, a
cui aderirono anche la Francia, la Svizzera e il Belgio. Esso venne
abbandonato in seguito allo svilimento, nel mercato industriale,
dell’argento, conseguente alla maggiore produzione occasionata dalla
scoperta di nuovi giacimenti. |
|
9 Il
progetto di J. M. Keynes di costruire un vero e proprio sistema bancario
internazionale, basato su un istituto di emissione avente il compito di
assicurare la liquidità necessaria agli scambi internazionali, non ha mai
avuto realizzazione. |
|
10 Tale
sistema ebbe una breve funzionalità stante la diversa dimensione della
produzione e dell’inflazione nei Paesi aderenti, ulteriormente aggravata
dalla crisi petrolifera. |
|
11 -
nel 1990 l’Inghilterra, la quale però ne uscì nel 1992 assieme all’Italia
in seguito ad una forte tempesta valutaria; |
|
12 EURO
I
Paesi dell’Europa comunitaria adottarono, nel febbraio del 1986, l’Atto
Unico Europeo (AUE), entrato in vigore il I° luglio 1987. In esso
primeggiava l’obiettivo di dar vita al Mercato Unico e cioè un’area
economica senza frontiere interne in cui attuare la libera circolazione
delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali. Tale
progetto venne, nonostante difficoltà di varia natura, concretizzato a
partire dal I° gennaio 1993. |
|
13 -
la prima fase (A), fissata al 31 dicembre 1993, prevedeva la ratifica del
Trattato da parte dei Paesi membri, la realizzazione del mercato interno,
il completamento del processo di liberalizzazione dei capitali; - nella seconda fase (B), iniziata
il I° gennaio 1994, gli Stati membri s’impegnavano ad intraprendere politiche
economiche e monetarie rispettose degli indirizzi stabiliti dal Consiglio
dei Ministri della Comunità;
venne istituito l’IME (Istituto Monetario Europeo , embrione della
Banca Centrale Europea, di futura costituzione e di cui doveva configurare
i criteri di funzionamento); si favorirono le condizioni per l’impiego
della moneta unica e per la necessaria vigilanza sul funzionamento del
sistema monetario europeo; |
|
14 piano
di convergenza in grado di costringere gli Stati, che aspiravano a
partecipare , ad arrivare ad esso con i conti in ordine e con i
presupposti idonei a mantenerli tali anche nei periodi successivi”
. |
|
15 con
ritmo adeguato”); |
|
16 l’attenuazione
del rigore dei parametri di convergenza o mediante il differimento dei
tempi dell’unificazione monetaria. |
|
17 -
nel secondo periodo, che avrà inizio il primo gennaio 2002, verranno
emesse e quindi saranno in circolazione banconote e monete in Euro. Esse
inizialmente affiancheranno le monete nazionali le quali cesseranno di
avere corso legale il 31 marzo 2002. Da questa data non ci saranno più in
circolazione monete nazionali ma soltanto l’Euro. |
|
18 Sotto
il secondo aspetto, l’introduzione dell’Euro comporterà una maggiore
concorrenza fra le banche . Infatti i mercati delle singole unità
monetarie nazionali andranno progressivamente in esaurimento e saranno
sostituiti da un mercato unico in cui saranno negoziati prodotti e servizi
denominati solo in Euro. Tale mercato unico avrà dimensioni finora
sconosciute alle singole
valute europee. Clienti di varia natura ma soprattutto emittenti di titoli
ed investitori in titoli, dovrebbero trovare nell’euro un valido
concorrente del dollaro è dello yen, valute che sinora hanno dominato la
scena finanziaria internazionale. Il nuovo mercato aprirà dunque
importanti e nuove opportunità per le banche le quali però, per sfruttarle
al meglio, dovranno possedere alcuni requisiti essenziali come una
dimensione adeguata, una solvibilità patrimoniale di primo piano, una
tecnologia di punta, una gamma di prodotti ampia e diversificata, un
personale altamente qualificato e in grado di parlare più lingue, un
controllo di gestione preciso ed integrato da sistemi di gestione dei
rischi efficiente al massimo. E’ chiaro che non tutte le banche posseggono tali requisiti e che
alcune di esse, con tutta probabilità, non potranno possederli mai. Per
esse i problemi sono seri e le |
|
19 -
a) rinunciare all’autonomia e trovare sistemazione nell’ambito di banche o
di gruppi bancari di dimensioni maggiori in possesso dei requisiti
suddetti; -- b)cercare nicchie di mercato caratterizzate da minore
competitività o da clientela che cerca una personalizzazione che teme di
non potere avere presso le banche di grandi dimensioni. |
|
20 ASPETTATIVE E VANTAGGISi
è ritenuto importantissimo entrare a far parte dell’U.E.M., fin dalla
prima fase, per non perdere una concreta occasione di rilancio dello
sviluppo e dell’occupazione. Le politiche economiche e finanziarie,
fin qui adottate dai Paesi membri allo scopo di rispettare i parametri di
convergenza, hanno alimentato diversi problemi di rilevante spessore
economico e sociale, fra i quali l’alto livello di disoccupazione, un
aggravio della pressione fiscale, un preoccupante andamento recessivo
dell’attività economica ed altro. |
|
21 rischio
di cambio, i differenziali tra i tassi d’interesse dei diversi Paesi
europei tenderanno ad azzerarsi”. Per l’Italia, dunque, la partecipazione
all’Unione monetaria ha comportato un abbassamento dei tassi; al
contrario “.... ci saremmo
trovati con ogni probabilità in uno scenario di crisi valutaria e
finanziaria, con lira debole ed alti tassi d’interesse”; |
|
22 LA
TRANSIZIONE DALLA LIRA ALL’EURO (problemi
e possibili soluzioni) L’adozione
dell’euro comporta la necessità di preparare gradualmente i cittadini ad
un suo uso consapevole mediante una puntuale e completa informazione.
|
|
23 nuove
banconote e per la coniazione delle monete, per l’organizzazione di
efficaci campagne di informazione, per adeguamento di tutte le procedure
informatiche e per la sostituzione degli apparecchi operanti in
lire. |
|
24 informati
sulle modalità di conversione. Inoltre, ogni decisione relativa
all’introduzione dell’Euro, viene resa tempestivamente
pubblica. |
|
25 convergenza,
stabiliti dal Trattato di Maastricht, e di conseguenza ha stabilito i
Paesi che, fin dal 1° gennaio 1999, sono entrati a far parte della moneta
unica. |
|
26 evidenziata
la necessità di istituire un organo europeo con competenza specifica nel
coordinare le politiche economiche dei Paesi aderenti
all’U.E.M. |
|
27 La
BCE è dovuta intervenire più volte alzando il tasso di sconto per
sostenere l’Euro ( da ultimo giorno 8 giugno 2000 nella percentuale dello
0.50 e portando così il tasso al 4.25% ). Nonostante ciò la
tendenza è ancora quella di una prevalenza sempre più marcata del dollaro
e dello yen. |
|
28 situazioni
positive in cui versa il sistema economico Europeo che ha raggiunto
condizioni di funzionalità (quelle indicate dai parametri di convergenza)
che non hanno ancora esplicato a pieno le potenzialità del
sistema. |
|
29 CONCLUSIONI |
|
30 Bibliografia -
G.
Lanza - A. Lanza_” Le regole del diritto e dell’economia”, ed. C. Signorelli -
S.
Tartarelli “Economia politica”, ed. Bulgarini -
A.
Romeo “Economia politica”, ed. Tramontana -
G.
Bonfanti “Costruiamo l’Europa”, ed. La Scuola -
D.
Cantarelli_”Corso di economia politica”, ed. Cedam -
B.
Jossa “Macroeconomia”, ed. Cedam -
C.C.I.A.A.
Agrigento “ Economia”, Marzo 1997 -M. Vincenzini “Storia della moneta”, ed. Newto |
|
31 INDICE INTRODUZIONE________________________________________________
PAG. 1 ORIGINI
– FUNZIONI E TIPOLOGIA DELLA MONETA_______________PAG.
7 I SISTEMI
MONETARI__________________________________________PAG.10 EURO_________________________________________________________PAG.
16 ASPETTATIVE E
VANTAGGI____________________________________ PAG.
24 LA TRANSIZIONE DELLA LIRA ALL’EURO_______________________
PAG. 27 CONCLUSIONI__________________________________________________PAG.
29 BIBLIOGRAFIA_________________________________________________PAG.
30 |
|
ISTITUTO
TECNICO STATALE COMMERCIALE E PER GEOMETRI “GIOVANNI
XXIII” 92016 RIBERA ( AG ) tel.
0925-61523. Pres.62153 -
|
|
|