EUROSCOLA  98 -99

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Presentazione

Il lavoro di quest'anno, nell'ambito  del  progetto  EUROSCUOLA, scaturisce da un'osservazione fatta da un gruppo di allievi: la T.V. ci propone sempre immagini di bambini denutriti, intere popolazioni che colpite da siccità o carestie muoiono di fame noi, invece, buttiamo il superfluo.... 

E' molto difficile spiegare il perché, perché nessun motivo oggi è sufficiente per giustificare la morte per fame...... di centinaia di persone. Il  drarnma della fame nel mondo non è vissuto solo da persone sensibili e pietose, ma da tutti, oggi, nessuno se la sente di chiudere  gli  occhi  di  fronte  ad  un  fenomeno  che  invece  di arrestarsi, nel tempo, diventa sempre più grave. Anche i giovani quelli che sembrano più distratti chiedono: cosa si può fare?

La scuola che  ha il compito di educare, tramite l'informazione e la conoscenza dei fatti, deve favorire la promozione umana, quella che convince che la guerra alla fame si può fare, anzi, si deve fare. E'  un piccolo passo, ma molto importante per avviarci sulla via della giustizia sociale. Con la globalizzazione del mercato, il rischio che i ricchi diventano più ricchi e i poveri diventano più poveri è aumentato. I giornali sono pieni di testimonianze sullo sfruttamento di intere popolazioni, anche di bambini, da parte di potenti dal volto europeo;  gli organismi preposti a risolvere questi importanti problemi planetari,  anche se   non sono in grado di sanare questa piaga, devono prendere atto che l'opinione pubblica, la scuola, la cultura in genere  vuole un mondo più solidale fondato soprattutto  sul rispetto dei diritti di tutti i cittadini. Affrontare uno studio su tutti   i paesi del   4°  mondo sarebbe stato molto difficile e dispersivo  per cui abbiamo deciso di analizzare solo tre paesi dell'America Latina di cui abbiamo riportato nel  nostro opuscoletto  non   solo alcune  notizie  di carattere    ambientale,   storico   ed    economico,   ma   anche testimonianze  di  vita  vissuta  che,  più  delle  informazioni forniteci dai libri,   hanno inciso sui nostri sentimenti e ci hanno fatto toccare con mano la vera situazione di questi paesi. 

La coordinatrice

Giuseppina Pandolfi

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POESIA  LETTA ALLA CONFERENZA   DI BERNA SUI  PROBLEMI DEL TERZO MONDO

Avevo fame

e voi avete dato

il mio cibo in foraggio

al vostro bestiame

di allevamento

Avevo farne

e le vostre multinazionali

hanno piantato per voi

nelle mie terre

i pomodori invernali

Avevo fame

e voi non avete voluto

rinunciare alla bistecca

importata dal Sud America

Avevo fame

ma dalle nostre canne

da zucchero e dalla nostra manioca

voi avete distillato carburante

per le vostre automobili. 

Avevo fame

ma laddove avrebbe

dovuto crescere il riso

per il mio pasto quotidiano

viene coltivato tè per voi.

Avevo fame

ma con il vostro denaro

voi avete potuto comprare

il cibo che io non potevo pagare

Avevo fame

ma nella mia terra

vengono piantati

frutti esotici per

i ghiottoni dei paesi

ricchi come il vostro

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GLI  OBESI  E  GLI  AFFAMATI

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Da  'gli  obesi  e  gli  affamati  di  Vittorio  Zucconi,  La Repubblica, 12, XI, 96. 

Questa notte 800 milioni di persone si addormentano senza cena questa  notte   500  milioni  di  persone  si  addormentano  con l'incubo della pancia   c'è chi  muore perché non mangia e chi muore perché mangia troppo. Nessuno può ignorare la bruciante ironia di un mondo nel quale si spendono soltanto negli Stati Uniti, 7.000 miliardi di lire l'anno in diete varie e 20.000 miliardi in cure per malattie di obesità, una cifra che se potesse essere trasferita risolverebbe magicamente,  e insieme,  i problemi di molte pance vuote e di molte  pance   grosse.  Non accadrà,  perché  le  leggi  economiche dell'egoismo lo proibiscono,  perché dare  da mangiare ai grassi rende molto di più che dar da mangiare agli affamati. Per noi adesso va bene cosi  ma oltre il pietismo che le immagini  televisive possono suscitare,  ci dovrebbe turbare la constatazione  che  la  fame  del  mondo  non  è  una  maledizione naturale,  ma   è  qualcosa di  artificiale,  di  politico,  creato dall'uomo, perché il mondo produce abbastanza oggi per sfamare tutti i suoi figli: soltanto New York sforna 15.000  tonnellate di rifiuti alimentari al giorno,  semplici scarti che sarebbero una cena per uomini meno schizzinosi. Il problema dell'alimentazione non è un problema di produzione ma  di  distribuzione ....      Come  incanalare  il  troppo  verso  il troppo poco. Come distribuire gli immensi fondi che i governi ricchi  spendono per  impedire  la produzione,  per mantenere  i prezzi agricoli elevati      i nostri contadini sono stipendiati per non coltivare. Nella nazione dell'eccesso noi,   i ricchi. - - siamo condannati a vivere nella privazione di tutto quel ben di Dio che abbiamo saputo produrre. Loro continuano a morire, ma quel calderone che bolle in mezzo  al villaggio è più prelibato e gioioso di una cena da marchesi.

  perché il pasto di chi ha fame è vita, e il pasto di chi ha soltanto voglie è diventato rimorso.

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GUATEMALA

SUPERFICE:      108 889 KM2

POPOlAZIONE  10 620.000 Ab.

DENSITA':      97,5 Ab. KM2.

CRESCITA Amica  2,9%.

POPOLAZIONE URBANA  41%

PIL PROCAPITE: 3390$.

INFLAZIONE: 10,5 %

CAPITALE:      GUATEMALA

ORDINAMENTO:    REPUBBLICA PRESIDENZIALE.

CAPO DI STATO:  ALVARO  ARZU'.

CITTA PRINCIPALI:            QUETZALTENANGO, ANTICUA

LINGUE:   SPAGNOLO, LINGUE  MAYA.

RELIGIONE:  CATTOLICA  72% PROTESTANTE   24%.

MONETA:       QUETZAL

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GUATEMALA

 

E'  lo stato più settentrionale dell'America centrale istmica, confina   a  nord  con  il  Messico,  a  sud  con  il  Salvador  e l'Honduras,  è bagnato ad ovest dall'oceano Pacifico mentre ad est confina con il Belize ed ha una piccolissima  costa sul mar dei Caraibi. Lungo il Pacifico si estende una pianura di tipo alluvionale mentre a sud si  estende un altopiano circondato da una serie di vulcani attivi. A nord abbiamo il Peten una zona carsica. L'idrografia è caratterizzata da numerosi laghi situati nei coni dei vulcani spenti e da fiumi brevi ed impetuosi  che si versano nel Pacifico e da fiumi piuttosto regolari   che si versano nel mar dei Caraibi.  Il clima sulla costa è di tipo tropicale,  mentre  all'interno  il  clima  è  piuttosto  mite  e diventa rigido oltre i 200 metri  Il    Guatemala è lo stato più popolato dell'America Istmica ed oltre il 50% della popolazione è rappresentato daqli  indigeni, per lo più indios di origine maya che vivono in uno stato di completo sottosviluppo sia economico, che  culturale.   Il potere economico  e politico è nelle mani di pochi bianchi. Il settore primario    costituisce  il   30%  del  PIL;  però,  la  struttura fondiaria è di tipo coloniale,  infatti il 72% del territorio più fertile è nelle mani del 2,2% della popolazione  e  delle compagnie  statunitensi     che   in  queste  terre     praticano un'agricoltura di piantagione.' caffè, banane  canna da zucchero ed altri prodotti che  poi esportano.  I   contadini maya, spinti nelle   zone   meno    fertili,   sugli   altopiani,    praticano un'agricoltura di sussistenza. Il settore secondario non riveste alcuna importanza.

La United Fruit Cou~any statunitense,   proprietaria delle maggiori piantagioni di caffè, fin dall'inizio del XIX secolo  ha inflizenzato la vita economica e politica del paese.   Dopo un   alternarsi di dittature,  Jacobo Arbenz,  salito al potere nel 1951, si  appoggiò  ai comunisti per portare avanti una riforma agraria  e  poter  nazionalizzare  le  terre  della  compagnia americana,    ma  questa  linea  non  giovò  molto  agli  USA  che provocarono disordini e la caduta di Arbenz;  ancora oggi  la situazione non è cambiata; si sono susseguite dittature militari a deboli governi   oligarchici   che  favoriscono   l'ingerenza americana  nella  vita  economica  del  paese  provocando  lo sfruttamento della popolazione e la conseguente reazione della guerriglia.

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TESTIMONIANZE DAL QUATEMALA 

Da 'Mi chiamo Rigoberta Menchù~ di Elisabeth Eurgos   Ed. Giunti 

Rigoberta Menchù, giovane donna guatemalteca di 23 anni,  <figlia di un eroe contadino del suo paese, morto il 31 gennaio del 1980,  nel tragico rogo dell'ambasciata di Spagna a Città Del Guatemala,  nel  gennaio  del  1982>,  ha  rivelato     ad  una giornalista francese Elizabeth Burgos  tutte le torture subite dalla sua famiglia e dal suo popolo in una finca < piantagione di caffè) . Attraverso la sua coraggiosa testimonianza il mondo occidentale ha conosciuto come il popolo guatemalteco vive o meglio sopravvive e come i   raccoglitori di caffè sono trattati nelle piantagioni. Vi proponiamo un passo, ma tutto il racconto è pieno di  raccapriccianti  situazioni di  sottomissione  e  di tentativi  di   ribellione  da  un  lato  e  di  atteggiamenti  di oppressione e di vendetta dall'altro. 

Eravamo nella finca da una quindicina di giorni, quando uno dei miei fratellini mori' di denutrizione. Mia madre dovette perdere giorni di lavoro per seppellirlo. Due miei fratelli sono morti nella finca. Il primo mori' perché avevano fatto la fumigazione del caffè con l'aeroplano, mentre noi stavamo lavorando, e cosi il mio fratellino non sopportò l'odore della fumigazione e mori' intossicato.  Del  secondo  vidi  bene  come  mori .  Si  chiamava Nicolas, era il più piccolo di tutti e mia madre se lo portava ancora in braccio. Quando cominciò a piangere, aveva lo stomaco tutto gonfio per la  denutrizione resistette per 15 giorni poi cominciò ad entrare in agonia; non sapevamo cosa fare, eravamo separati  dai   nostri  compaesani,...  non  c era  nessuno   su  cui contare. E per di più c'era la possibilità che ci cacciassero dalla finca.   Il padrone nemmeno lo conoscevamo,  dato che lui operava per mezzo di intermediari,  reclutatori,  caporali...mia madre aveva bisogno di aiuto per seppellire il mio fratellino, ma non poteva comunicare con nessuno di   tutta quella gente       (.300, 400 persone con cui si viveva nella stessa galera).

La galera : aveva un solo tetto fatto di foglie di palme di banano, ma non vi erano pareti ; qui vivevano i lavoratori assieme ai cani e ai gatti e a tutto ciò che portavano dall~altopiano, non vi erano separazioni, ci mettevano in un posto e si dormiva con chi capitava.

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Non potevamo comunicare tra noi. Certo anche il lavoro limitava le nostre relazioni dato che ci alzavamo e corninciavamo a lavorare alle tre del mattino       nella finca eravamo tutti indigeni, ma di etnie diverse e parlavamo lingue diverse, le barriere linguistiche impedivano il dialogo tra noi stessi indigeni       Il bambino mori' all'alba. Il caporale disse che potevamo seppellire il bimbo nella finca  però bisognava pagare una tassa per il posto della sepoltura. E mia madre gli diceva: ma io non ho un soldo'. E quello allora: 'No, guardi che lei deve già molto, per le medicine e tutto il resto, ora ,quindi, si prenda il suo cadavere e se ne vada una buona volta'....il cadavere cominciava a mandare già cattivo odore per il caldo e l'umidità. perciò tutti quelli che vivevano nella galera non volevano che Il cadavere restasse li'.

Le piantagioni di caffè si trovano lungo le coste, come quelle di cotone, dove durante la raccolta si muore a volte anche per il troppo caldo. I lavoratori  soffrono mesi e mesi di schiavitù per racimolare qualche soldo, ma molto spesso non ci riescono, perché dovendo comprare anche le cose essenziali per la loro sopravvivenza,  si indebitano con gli stessi padroni della finca.

quanto  guadagnano dal caffè

87% agli esportatori del nord

10% ai commercianti locali e ai grossisti del sud

3% ai contadini

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EL SALVADOR

SUPERFICE:  21 041 KMQ

POPOLAZIONE  5.770.000 Ab

DENSITA':   274 Ab / Kmq

CRESCITA ANNUA: 2,2%.

POPOLAZIONE URBANA: 45%.

PIL PRO CAPITE: 2360$

INFLAZIONE: 8,9%

CAPITALE:      SAN SALVADOR.

ORDINAMENTO:  REPUBBLICA PRESIDENZIALE

CAPO DI STATO: ARMANDO CALDERON SOL

LINGUE:   SPAGNOLO

RELIGIONE:      CATTOLICA

MONETA: COLON

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EL SALVADOR

El Salvador è   un piccolissimo stato tra il Guatemala e l' Honduras  bagnato dal Pacifico, lungo la sua  costa si estende una stretta pianura alluvionale e per lo più acquitrinosa,  la maggior parte del territorio è occupato da un altopiano noto per il suo suolo vulcanico molto fertile  Il paesaggio è abbellito da crateri di vulcani in quiescenza. Il clima tipico della zona tropicale fa del Salvador un paese che potenzialmente potrebbe   soddisfare ampiamente   il fabbisogno  della   popolazione; purtroppo per il perdurare di una tragica guerra civile tra forze governative e organizzazioni di guerriglia,  una di esse è il  Fronte  di liberazione  nazionale  Farabundo  Marti>  che difendono i diritti dei poveri, Il reddito pro capite è il più basso di tutta l'America Latina.

Gli spagnoli vi giunsero intornoo al 1500 e fino agli inizi del nostro secolo, il paese non ha mai avuto una vita autonoma né tranquilla,  costretto  a  difendersi  spesso  sia  da  invasioni colonialistiche, sia dal vicino Guatemala. La storia moderna del Salvador  non  è  molto  diversa,  ha  dovuto  affrontare  le conseguenze  del   neo-capitalismo,  infatti    ancora   oggi,    il potere economico è nelle mani di una oligarchia composta da 14 famiglie  più  ricche  della  capitale.  I  governi  che  si  sono succeduti   negli  ultimi  decenni,  sempre  ostili  a  qualsiasi trasformazione democratica del paeser hanno portato nel 1980 ad una guerra civile che ha coinvolto anche la chiesa cattolica o meglio quella parte della chiesa che apertamente difendeva i diritti dei contadini contro gli  interessi dei ricchi,  nella persona  del  vescovo  Oscar  Romero   ucciso  da  un  estremista durante   una  celebrazione  Eucaristica.  Con  l'elezione  del presidente  Josè Napoleon Duarte,  sostenuto dagli Stati Uniti, gli squadroni della Morte,   (il braccio armato dell'oligarchia fondiaria), hanno continuato  a seminare morte tra civili, donne e bambini quasi fino al 1992; anno in cui l'Onu si fa mediatore tra il fronte della guerriglia e il governo  e avvia il  PIANO DI PACE.   Forse le stragi sono diminuite ma, ancora, nonostante i tentativi di riforme,  i latifondisti continuano ad avere nelle loro  mani  la  terra  e  i  contadini  vengono  sfruttati  nelle piantagioni

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TESTIMONIANZE  DAL  SALVADOR

Dal libro di Ettore Masina oscar Romero'  Ed. C.P.

Il romanzo, in forma narrativa,   ripercorre il cammino  del vescovo Oscar Romero che sceglie di stare vicino ai poveri  ed essere la voce dei senza voce. Per questo motivo viene perseguitato dalle oligarchie locali ma anche da quella parte della Chiesa i cui interessi sono legati  più a privilegi storici che all'annuncio del vangelo.

Oscar Romero, nato il 15 agosto del 1917 a Ciudad   barrios un paesino di mille abitanti del Salvador,  a 13 anni fu mandato seminario  nel suo stesso paese natale  ma a 20 anni, perché prometteva molto bene, fu  mandato a studiare a Roma, nella prestigiosa Università gregoriana  retta dai gesuiti.

Nell'aprile del 42 viene ordinato sacerdote, nell'agosto del 43 torna in patria. E gli viene quasi subito affidato il vicariato generale della Diocesi. Oscar si mostra affettuoso con i bambini, visita i carcerati, apre la sua porta  ai poveri. Nel paese, negli anni 60, infuriano le rappresaglie contro  leader sindacali e studenteschi che vengono torturati, imprigionati ed uccisi dagli  squadroni della morte',  vengono fatte leggi in difesa di una democrazia di stampo fascista  per mantenere la potenza economica delle 14 famiglie più ricche del paese. La fama di Romero si consolida in tutta l'America istmica. Nominato vescovor continua la sua opera pastorale a favore dei poveri e spesso appoggia i loro movimenti, non disprezza  di essere accusato 'comunista' quando appoggia manifestazioni in favore  della giustizia sociale e dei diritti umani.

Il 23 marzo 1980 l'arcivescovo fu ucciso mentre celebrava la Santa Messa.

Riportiamo qui alcune testimonianze per indicare corte questo popolo soffre a causa dei meccanismi dell'egoismo organizzato.

Da una lettera pastorale di monsignor Romero ai fedeli della sua diocesi del 6 agosto l977:".... forse la Chiesa per secoli non ha dato tutta la sua importanza a ciò che stava succedendo nel mondo; oggi è diverso ... La chiesa non deve mai dimenticare  che esiste un'unità profonda tra progetto divino di salvezza che si è realizzato attraverso Cristo e le aspirazioni dell'uomo...

Il pensiero attuale della chiesa è ancora severo con il peccato individuale ma c'è un altro peccato, di fondamentale importanza: è il peccato sociale, cioè la cristallizzazione degli egoismi individuali, in strutture permanenti che schiacciano la maggioranza dei popoli".

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Il  26 agosto vengono  torturati ed uccisi alcuni contadini, il vescovo Rornero durante la S.Messa denuncia tali delitti contro il silenzio vergognoso della stampa e contro l'ipocrisia del governo, il cardinale è la voce dei senza voce. "La chiesa deve servire il popolo, essa si identifica con la causa dei poveri quando essi esigono i loro legittimi diritti."

In molte lettere spedite a papa Giovanni XXIII  denuncia le uccisioni, le torture e  la ferocia  dello stato salvadoregno diventato braccio armato dell'oligarchia.

In quanto a tortura, il capo dei servizi segreti della Guardia Nazionale è il Generale Roberto D'Aubuisson, un famoso torturatore che insegna  ai suoi uomini ad usare la fiamma ossidrica e la sega elettrica dei tagliaboschi.

Gennaio 1982, mille soldati del Salvador vengono addestrati negli Stati Uniti, questi stessi soldati solo 20 giorni dopo, in un'azione dimostrativa, stuprano, bruciano, passano per le armi tutti i 794 abitanti del villaggio di Mozote....

E' un piccolo esempio, la storia del Salvador conta migliaia e migliaia di carnpesinos uccisi, fino al 1991 erano 76.000 e 7.000 desaparecidos.

Per sorreggere i governi del Salvador dal 1978 in poi gli americani hanno speso 2 miliardi di dollari, quanti sarebbero bastati per trasformare il paese in un paradiso terrestre, ed invece Ei Salvador risulta il paese con il tasso più alto di denutrizione.

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Il 80 % della popolazione del mondo ha  a  disposizione solo il 20% dei beni della terra

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Il 20% della popolazione  del  mondo consuma                   l’80% dei beni della terra

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BRASILE

SUPERFICE                    8 511 996 Kmq

POPOLAZIONE             16l.800.000. ab.

DENSITÀ'                19 ab. / Kmq

CRESCITA ANNUA   1,7%

POPOLAZIONE URBANA~ 77,5%

PIL pro capite: 5470 $

INFLAZIONE:   1238 %

CAPITALE   BRASILIA

ORDINAMENTO   REPUBBLICA  PRESIDENZIALE

CAPO DI STATO   FERDINANDO   HENRIQUE   CARDOSO

CITTÀ' PRINCIPALI : RIO DE JANEIRO, SAO PAULO, FORTALESA

LINGUE   PORTOGHESE, LINGUE  AMARINDIE

RELIGIONE   CATTOLICA 75%, PROTESTANTI 10%, ANIMISTI 15%

MONETA  : REAL

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BRASILE

Il Brasile, il più vasto dei paesi dell'America Latina, confina a nord  con  la Colombia , il Venezuela, la Guyana, il Suriname e la Guyana Francese,  ad ovest con  il  Perù,    la Bolivia e  il Paraguay,    a sud con l'Argentina  e  l'Uruguay. A nord il Brasile comprende  il  grande  bacino  del  Rio  delle  Amazzoni      che costituisce  il  40% della  sua  superficie,  la  foresta  da  esso attraversata, oltre a costituire una ricchezza  per il paese con la sua varietà di alberi secolari, alti fino a 50-60 metri e di alberi  con    frutti   nati  spontaneamente  ed  utilizzati  dalle popolazioni indigene, rappresenta anche il polmone del mondo. Più a  sud  si  estende  l'altopiano del   Brasile,  formatosi  nell'era archeozoica, ricco di minerali, che presenta una varietà di climi e di vegetazioni che contribuiscono ancora di più a completare il patrimonio di ricchezze naturali del  Brasile.

I portoghesi arrivarono nel Brasile nel XIV secolo attratti da un tipo di legname usato per la tintura,  il paubrasii, ma subito dopo iniziarono a sfruttare il paese per la coltivazione della canna da zucchero, del  caucciù,  del caffè e del cotone.

Ànche dopo l'indipendenza del Brasile 1822  la vita politica ed economica non cambiò, infatti il territorio è stato sfruttato per coltivare merci da esportare, su cui di volta in volta si concentravano  interessi  dei  grandi  proprietari  terrieri  e speculatori.

Abolita la schiavitù  1888, il paese ebbe un timido tentativo di ripresa e cominciò a dare  impulso al settore secondario, ma non fu mai attuata   nè una vera riforma agraria nè una politica a favore della popolazione.

Dal 1940 ad oggi  il susseguirsi di dittature militari  ha aperto il paese alle multinazionali europee e statunitensi che hanno approfittato delle  materie prime , dei terreni e dell'abbondante manodopera locale. Il Brasile, dove possiamo trovare tutti i tipi di  industria  anche  all'avanguardia,   è  il  paese  delle  grandi contraddizioni, con la politica dello scambio ineguale è divenuto il paese più indebitato del mondo. Hanno tante ricchezze ma più di 25 milioni di abitanti vivono nelle favelas; hanno la foresta più grande del mondo eppure 12 milioni di famiglie di contadini sono   senza terra;  spesso lo  stato è  costretto a ritirare  le eccedenze per sostenere gli esportatori ma ci sono 12 milioni di

bambini abbandonati.  Il Brasile del miracolo economico con un prodotto interno lordo   di 490.000 milioni di dollari, ha più della metà della popolazione che vive al di sotto del livello di povertà

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TESTIMONIANZE DAL BRASILE

Da Famiglia Cristiana n. 41 del 1997. 

I dannati del carbone, questo era il titolo di un servizio fotografico di Gherardo Milanesi  che  denuncia  le condizioni disumane in cui vivono 200.000 carbonai sperduti nella boscaglia del Mato Grosso Do Sul, del Minas Gerais, del Parà, del Goias. Non possiedono nulla, hanno teloni di plastica e cartoni per ripararsi dal caldo , lavorano 15 ore al giorno per sette giorni alla settimana, il loro pasto un piatto di riso o di fagioli al giorno, carne, frutta e acqua potabile sono un lusso. Molti di loro hanno meno di 16 anni. La vita di un carvoeiro vale meno di un paio di sacchi di carbone, non hanno nessun diritto, vengono reclutati dai gatos1 boss senza scrupoli, armati fino ai denti, che hanno avuto dall'industria siderurgica il compito di reclutare manodopera; i gatos promettono compensi alti ma alla fine poichè sono proprio loro che vendono ai carvoeiro i generi alimentari di prima necessità succede che questi ultimi si indebi tano con il gato e devono continuare a lavorare per restituire il dovuto. Chi tenta di fuggire viene ucciso. 

'Da Lettera ad un consumatore del Nord' di F. Gesualdi Ed Emi. 

Parla Carlos, uno dei 5 milioni di raccoglitori di caffè del Brasile:

Mi alzo ogni mattina all'alba assieme ai due miei figli più grandi e a  mia moglie, dopo 10 ore di lavoro che spezza la schiena sotto il sole cocente, si guadagna solo 50 lire per oqni chilo di caffè raccolto, ma dalla nostra paga viene sottratto la spesa per il trasporto, la percentuale per il sensale e le altre spese di prima necassità che contraiamo nella fazendas, per cui alla fine il nostro salario risulta sempre inferiore al salario minimo brasiliano che è già insufficiente per vivere. Non abbiamo nè diritti, né assistenza e siamo costantenente sottomessi alle necessità di lavoro del proprietario terriero. Viviamo in una casa fatta di legno e di lamiere senza acqua corrente e non dobbiamo ammalarci se no perdiamo il lavoro. Ogni giorno   vengono sensali a reclutarci  ci danno la possibilità di consumare un solo pasto freddo al giorno.

Sono Rodriguez uno dei 12 milioni dei meninos de rue della città di Brasilia, tutto attorno è pieno di luci, di colori

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e di ricchezza,  ma noi  non apparteniamo a nessuno , né ai nostri genitori , nè alla gente , né ai commercianti, per mangiare rovistiamo  nella spazzatura dei ricchi, abbiamo per casa uno scatolo di cartone, dobbiamo stare attenti alle guardie perché ci sparano addosso con la scusa che imbruttiamo il quartiere...    

Seguiamo da vicino l'esperienza di Pedro un contadino con due ettari di terra nel sud del Brasile 

Dice Pedro: fino a 10 anni fa, nella mia terra producevo granoturco, fagioli neri e verdure per mandare avanti la mia famiglia. Una mattina di 10 anni fa  è arrivato nel mio villaggio una jeep da cui è sceso un bel giovanotto, tutto ben vestito e ha spiegato che il governo voleva sviluppare nella nostra zona una piantagione di caffè e che avrebbe aiutato e ben retribuito tutti i contadini che piantavano caffè. Convinto della bontà della scelta  ho dedicato un ettaro della mia terra al caffè. Per i primi 4 anni le piantine di caffè non hanno dato frutto, per cui ci siamo trovati senza raccolto da vendere e con il cibo dimezzato la mia famiglia ha sofferto la fame, per vivere ho chiesto un prestito ad un ricco usuraio   della zona. Al primo raccolto pensavo di poter aver i soldi per  sfamare la mia famiglia, mandare a scuola i miei figli e pagare i debiti, ma con mia grande delusione i soldi del raccolto non sono bastati nemmeno  per pagare i concimi e tutte le spese contratte per la produzione. Ho contratto un nuovo debito per mandare avanti la mia famiglia, l'usuraio ha messo un'ipoteca sulla mia terra ,era impossibile per me pagare gli interessi imposti, essi arrivano anche fino al 70% , cosi in breve tempo l'usuraio poté prendersi anche la mia terra.

In Brasile mezzadri, affittuari e piccoli contadini sono buttati fuori dalle loro terre da squadracce armate e pagate dai grandi proprietari. Nel 1985 i latifondisti hanno occupato illegalmente 572.000 ettari di terra e hanno espulso con forza 36.000 famiglie.

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CARATTERISTICHE SOCIO -ECOMOMCHE  DEI PAESI POVERI

·     Durante i secoli XVI e XVII  hanno subito la colonizzazione europea.

·     ricchezza concentrata nelle mani di pochissime persone,

·     il 34% della popolazione del Sud vive in uno stato di grave povertà,

·     forte incremento demografico,

·     latifondi   destinati    alltagricoltura   di   piantagione    per l'esportazione,

·     agricoltura di sussistenza,

·     sfruttamento delle risorse da parte di paesi stranieri,

·     utilizzo dei capitali per alimentare arsenali,

·     servizi sanitari e sociali garantiti solo ai benestanti,

·     città sovrappopolate con la presenza di quartieri ghetti nella periferia,

·     sfruttamento della manodopera,

·     mortalità infantile,

·     presenza di malattie infettive ed epidemie,

·     presenza di gruppi armati e guerriglie,

·     governi oligarchici e dittatoriali,

·     presenza di multinazionali,

·            forti deficit,

·     galoppante inflazione,

·     debito pubblico molto alto,

·     analfabetismo,

·          molto spesso manca l'acqua potabile.

LA PROPRIETA' FONDIARIA NEL QUARTO MONDO E' COSI' DIVISA:

 

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POCHISSIMI  PROPRIETARI  POSSIEDONO

GRANDISSIME  ESTENSIONE

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MOLTISSIMI  CONTADINI POSSEGGONO

MENO DI UN ETTARO A TESTA

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SCHEDE

IL SOTTOSVILUPPO TROVA LÀ SUA ORIGINE IN:

CAUSE RECENTI INTERNE:                       l) cattiva volontà dei governi locali a volere aiutare il     proprio popolo,

2)    culture locali che non aiutano l'uomo a riscattare se stesso. 

CAUSE RECENTI ESTERNE:     le multinazionali gestiscono i flussi commerciali mondiali, creando nell'ambito dell'economia mondo un centro ricco e una                                                        periferia povera.
CAUSE STORICHE:       colonizzazione e  decolonizzazione.
IL RAPPORTO O.N.U. SULLO SVILUPPO DEL 1997 RIVELA CHE:

·     Un quarto della popolazione mondiale vive in condizione di grave povertà.

·     Un uomo su cinque vive in uno stato di assoluta povertà.

·     Mezzo miliardo di persone si addormentano  affamate.

·     Un miliardo e mezzo di individui  non hanno acqua potabile.

·     500 milioni di bambini non hanno una scuola.

·     Nel 1995 la spesa militare in Asia meridionale è stata di 15 miliardi di dollari, nell'Africa sub-sahariana di 8 miliardi di dollari. 

·          Il costo stimato per l'eliminazione della fame del mondo é   pari all'l% di tutto il reddito mondiale.

 

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LE MULTINAZIONALI

Le Multinazionali sono imprese caratterizzate dall'esistenza di impianti di produzione in diversi paesi: Nel paese di origine che si trova  nel nord del mondo ( centro) resta ad operare la casa madre  (   holding  finanziaria)  che  controlla  un'impresa  di produzione che a sua volta controlla   le aziende di produzione dislocate  nel  Sud  del  mondo(periferia>.   Da  queste  ultime  i semilavorati  ritornano alla casa madre dove vengono assemblati e commercializzati.

La globalizzazione del mercato sta tracciando una nuova geografia economica che supera il concetto di nazione, oggi si assiste sempre più ad una delocalizzazione delle unità produttive per la ricerca dei paradisi fiscali e della manodopera a costo zero.

Man mano che  crescono le interdipendenze tra centro e periferie del     sistema  mondo,  le  multinazionali  o  le  transnazionali trovano  terreno  favorevole  al  loro  sviluppo.Con  la  loro possibilità   di  localizzare  le  aziende  dove  possono  trarre maggiori profitti,  penetrano in tutti   i paesi  del mondo  Per questo motivo il divario tra nord e sud del mondo diventa sempre più forte.

Le Multinazionali sono favorite   dalla deregolamentazione delle strutture finanziarie che a partire dagli anni  '80 permette a gruppi  finanziari  trasnazionali  e  alle  grandi  banche  di trasferire capitali da un mercato all'altro senza  limitazioni e dalla   privatizzazione per cui molti paesi perdono la propria potenza economica e quindi,  la loro possibilità di organizzare con regole l'economia e il lavoro.  Nei paesi in via di sviluppo sono proprio le élite al potere che stringono accordi con le multinazionali trasferendo nelle mani di queste ultime miniere, piantagioni e  grandi aziende. A ciò si aggiunge anche che molte di queste azioni vengono comprate da piccoli azionisti che non hanno voce in capitolo e  quindi  le grandi  decisioni per gli orientamenti produttivi,  pre gli investimenti e per le strategie di marKeting   vengono prese da un ristretto numero di persone (consiglio di amministrazione).

Le multinazionali spesso operano in un settore ma estendono la loro  potenza   economica  in  molti  altri  campi,   (come  dalle acciaierie a catene di ristoranti>;  negli ultimi anni la loro attività  è caratterizzata da un crescente numero di fusioni che portano alla formazione di gruppi trasnazionali sempre maggiori.

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Per avere un'idea della loro espansione basta pensare alla rete della McDonald's che comprende 23.500 ristoranti distribuiti in 109 paesi del mondo. In Italia ha assorbito la catena Burghye e dal 1995 al 1996 i suoi locali sono passati da 33 a l47.

  Da un mondo caratterizzato da due blocchi economici siamo passati ad un mondo   in cui il capitalismo,  esasperando le regole del mercato,  è divenuto sistema globale, la cui rete di mercati ha i punti nevralgici in appena tre città Londra, Tokyo, New York dove si  concentra  l'8O%  delle  maggiori  società  transnazionali  che agiscono in regime di oligopolio e di monopolio sull'intero ciclo del prodotto dalla produzione alla commercializzazione.  (esempio: il 75%   del  mercato  mondiale  delle  banane  è  gestito  da  tre multinazionali. Dole, Del Monte e  Chiquita).

PAESI INDUSTRIALIZZATI SPENDONO IN MEDIA OGNI ANNO PER  ABITANTE:                                                   

  PER GLI ARMAMENTI    254 $   PER  L'EDUCAZIONE 111 $ PER LA SANITA' 240 $
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NELLE LORO TERRE SI COLTIVA PER NOI

Spesso i nostri libri ci portano fuori strada, dei paesi dell'Africa o dell'America Latina parliamo sempre in termini di povertà, invece proprio dal povero sud arrivano al ricco nord non solo i prodotti alimentari tipicamente tropicali ma anche molti altri prodotti: dalle primizie che vediamo nei nostri supermercati ai prodotti industriali.

Il sud quindi produce il superfluo (anche i fiori) per il ricco nord.

Molti pensano che nel sud la popolazione soffre la fame perché la loro terra non produce abbastanza, per le molte bocche da sfamare, la verità è che in Africa e in America latina le terre migliori sono adibite per le culture di esportazione ( tè, caffè, banane, ananas, gaia da cui si ricava la farina per i nostri animali, e tanti altri prodotti) e che la popolazione rispetto alla superficie è poca, anche se l'incremento demografico è forte, la densità in Africa è di 21 abitante per Km quadratini America Meridionale è di 16 abitanti per  Km  quadrato, mentre in Italia è di 190 ab/Kmq.

L'agricoltura mondiale è gestita interamente dai paesi ricchi del nord, infatti Usa, Francia, Canada sono tra i maggiori produttori ed esportatori di cereali; una buona percentuale di questa produzione, sia nei paesi della CEE che negli Stati Uniti, viene utilizzata per l'alimentazione animale; anche i governi del Sud approfittano di tale situazione perché spesso a causa di guerre e di calamità naturali chiedono aiuti al nord, questi aiuti arrivano ma si fermano per sfamare le popolazioni urbane che cosi hanno di che sfamarsi a basso costo mentre alle popolazioni rurali non arriva niente per mancanza di strade, di organizzazione e di soldi.

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IMPATTO AMBIENTALE

L'agricoltura di piantagione ha interrotto l'equilibrio naturale che esisteva nei paesi nel sud del mondo, due esempi bastano a farci comprendere la gravità del problema ambientale: 

1)      La coltivazione in grande scala di arachidi per le fabbriche olearie  europee  ha  sostituito  in Africa,  tra  la   fascia mediterranea  e  la  fascia  equatoriale (zona  del  Sahel)  la produzione del miglio e del sorgo che sono cereali resistenti alla siccità, tutto ciò ha diminuito la capacità produttiva del terreno  ed  è  stata  una  concausa  per  il  processo  della desertificazione dell'Africa del Nord

 2)     La foresta Amazzonica il    polmone del mondo, è completamente sventrata da compagnie senza scrupoli per la coltivazione di coca,    costruzioni  di  centrali  elettriche,  sfruttamento delle miniere, taglio di alberi per farne cellulosa; il suolo,  messo a nudo  sotto  l'effetto  del  sole  e  della  pioggia,      diventa lateritico e dà via ad un processo di desertificazione. 

Le terre più fertili ai margini della foresta,   sono destinate al pascolo di mandrie che poi devono servire per fornire carne a basso costo per  hamburger, carne in scatola  e perché no anche carne per i nostri animali. Per gli allevatori tutto questo si traduce in grossi guadagni    ma per i poveri contadini indios significa  perdita  di  territorio  in  cui  potrebbero  coltivare; vengono estromessi con la forza o con inganni dalle loro terre e molto spesso pagano anche con la vita

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COME VIENE PAGATA LA MANODOPERA

Il caffè che noi beviamo non si produce al ritmo di samba come ci fa  credere  la  televisione  ma  come  abbiamo  visto  da  alcune testimonianze   con  grandissimo  sacrificio  e    schiavizzando  la manodopera. Come il caffè tutti gli altri prodotti tropicali che arrivano sulle nostre tavole, passano da molte mani e al povero contadino o al povero raccoglitore della piantagione non arriva che un soldo,  perché  il  prezzo della merce   che  vende  viene imposto  dai     governi  o  dalle  multinazionali   nei  mercati borsistici.  I lavoratori vengono pagati a cottimo,  50 lire per ogni   chilo  di  caffè  raccolto,  molto  spesso  i  genitori  per aumentare il raccolto portano con loro i figli  ,anche se sono molto piccoli, non hanno diritti, non hanno assistenza, e muoiono anche per intossicazione,    perché nelle piantagioni si fa molto uso di pesticidi. 

I  soldi  che  arrivano  nei  paesi  del  sud  del  mondo  dalle esportazioni    dei   loro  prodotti    vanno   nelle  mani   delle multinazionali o dei governi locali che usano questi soldi per creare servizi ai ricchi e comprarne armi. Su ogni 100 lire che paghiamo per ogni pacchetto di caffè 87 lire restano al Nord, (nelle mani  delle multinazionali),  13  lire  vanno  al  Sud,  di queste 13  solo   3 o 4 lire vanno ai  lavoratori.

Questi contadini allora dovrebbero ribellarsi, fare scioperi, come li abbiamo fatti noi all'inizio del secolo, noi l'abbiamo spuntata  ma il contadino del sud non ha  nessun  potere d'acquisto, non interessa a nessuno. Tutti: i governi, i ricchi locali e le grandi multinazionali si adoperano  con modi leciti ed illeciti affinché la situazione resti immutata

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COSA POSSIAMO FARE NOI

In questo  sistema economico ci siamo anche noi: i consumatori. di noi il sistema non può fare a meno perché siamo l'altra faccia della stessa medaglia, infatti, le multinazionali giocano con due categorie di persone: da una parte stanno i poveri sfruttati che servono per produrre a basso  costo,  dall'altra stiamo noi che dobbiamo comprare,  ciò'  che la propaganda ci indica.  Solo noi potremmo   incidere  su  questa  situazione  che  all inizio  sembra difficile  e  complicata  ma,  alla  fine,  se  fossimo  tutti  più solidali con   i contadini del  sud potremmo averla vinta.  Come prima cosa dobbiamo comprendere che la merce che viene da fuori è merce pregiata,  quindi  dovrebbe  costare  di  più  rispetto  alla merce prodotta nei nostri orti o giardini, ed invece sul mercato ,ad  esempio,  le banane spesso costano meno delle mele.  Se costassero di più noi potremmo optare per le mele e qualche volta per le banane, con il risultato che, sul mercato mondiale delle banane,  diminuirebbe  la  domanda;  a  questo  punto  il  danno economico non è rivolto al piccolo contadino che più di tanto non può perdere ma al ricco latifondista che vede diminuire il suo potere economico; anzi se parallelamente si facessero campagne a favore  dei  poveri  indigeni,  le  compagnie  che  gestiscono  le piantagioni dovrebbero essere spinte a lasciare le terre dove i contadini  potrebbero  coltivare  il     necessario  per  la     loro sopravvivenza,  dove potrebbero seminare e raccogliere alimenti per il loro sostentamento.

Il contadino  del  sud deve  essere padrone  della   sua  terra  e coltivare quello che a lui più conviene.

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COMMERCIO SOLIDALE

Lo  scambio  di  prodotti  fra  economie  diverse  determina  un   accumulo di ricchezze nelle mani del più ricco ,  cioè di colui che è nella condizione di imporre il prezzo di comprare o di non comprare:  di  conseguenza  il  più  povero  che  non  ha  nessuna possibilità  di   scelta  e  deve  sottostare  ai  patti  diventerà sempre più povero.  Il ricco  ha molte cose da vendere e con i  suoi  soldi  può  comprare  dove  vuole,  il  povero ha  solo  un prodotto  da  vendere  che  deve  vendere  per  necessità,  quindi svende;   è  così  che  si  costruisce  la  ricchezza  di  uno  e  la conseguente povertà dell'altro. Questo scambio si chiama scambio ineguale,  ed  è  ciò  che  avviene  tra  i  paesi  del  Sud  e  le multinazionali   del  Nord.  Lo  scambio  ineguale  è  anche  iniquo, quindi dovremmo percorrere una strada alternativa alla logica del profitto e del capitalismo selvaggio,  e aprire nuovi orizzonti che si  fondino sul  rispetto del  lavoro umano e sulla pratica della solidarietà e della giustizia.Nel 1992 il Parlamento europeo ha celebrato il primo Fair Trade Day,  invitando i paesi membri  a sostenere questo nuovo tipo di relazione  tra  Nord e  Sud     del  mondo.  Stiamo  parlando  del commercio solidale,   che aggira il gioco delle multinazionali, evita lo scambio ineguale,   compra i prodotti direttamente dai produttori  del  terzo  mondo,  senza  che    passano   attraverso intermediari grossi o piccoli -Potrebbe sembrare utopia invece è già realtà; nella nostra Italia sono sorti punti vendita del commercio equo. Per ora sono ancora pochi. 14a, aprire uno di questi spacci è semplice; essi   sono gestiti da cooperative senza scopo di lucro, si riforniscono dai paesi i cui governi aiutano i loro popoli e non stringono accordi sotto banco con le multinazionali. Cosi, piano piano, gli altri paesi devono comprendere che il nord non è popolato solo da gente senza scrupoli, ma anche da gente  che vuole risolvere i problemi della fame e del sottosviluppo.

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PERCHE’  CI   RIVOLGIAMO   ALL’EUROPA 

L' Europa  è  una  grossa  realtà  non  solo  economica  ma  anche culturale, riveste un ruolo di grande importanza nelle relazioni diplomatiche del mondo, per noi italiani appartenere all'Europa1 sentirci cittadini europei   è   motivo di grande prestigio ed onore. Possiamo dimostrare al mondo intero come è cambiata la nostra situazione  economica e sociale dal  1957 in poi, come l'evoluzione tecnologica e scientifica si è accompagnata al progresso e come le nostre democrazie hanno costruito il benessere. Sappiamo anche che ci sono ancora tanti problemi in seno alla comunità   come l'immigrazione e la  disoccupazione; ma nessuno in questa Europa può dire che muore di fame o che gli vengono negati i propri diritti.  Anzi  ci  sentiamo  responsabili  delle  ingiustizie perpetrate  ai   danni  della  urnanità,  ci  umiliano  quei  volti scheletriti di bambini,   ci sconvolgono le immagini di bambini violentati da un lavoro troppo pesante per loro. Noi non abbiamo paura di perdere un po' dei nostri agi e delle nostre comodità in favore dei poveri del mondo siamo consapevoli che non possiamo star bene da soli; per cui chiediamo all' U. E. di:

       ·     Abolire il  debito pubblico.

·     Tutelare  i  diritti  umani  attraverso  il  nuovo  Tribunale  di Strasburgo

·     Educare  i  cittadini  europei  al  rispetto  degli  altri:  sono ricchi  europei  gli sfruttatori che vanno con le bambine dell' India e del Brasile.

·     Incrementare il mercato equo.

·     Regolamentare i programmi di cooperazione e sviluppo affinché gli aiuti siano  ben distribuiti alle popolazioni bisognose.

   ·          Favorire l'alfabetizzazione dei bambini poveri  attraverso  le adozioni a distanza.

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AEROGRAMMA

 

COMPOSIZIONE DEL PREZZO DI UN PAIO DI SCARPE  NIKE

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29,35 % materie prime, spese di trasporto

39,62 % circuiti di distribuzione

 0,68 % dividendi agli azionisti

2,8 % dividendi reinvestiti

 0, 95 % tasse estere

1,77 % al tesoro USA

0,45 % spese finanziarie

 3, 88% progettazione

9,5 % pubblicità e sponsor

10, 82% spese amministrative

0, 18 % salari operai calzaturieri (FONTE; ALTERNATWES ECQNOMIQUES  SETT. 1993)

 

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SCHEDA RIASSUNTIVA

E' questione di giustizia

Partiamo da una constatazione della realtà: c'è  gente che butta il superfluo, c'è gente che muore di fame.

Chi ci dice questo?

Tutti: i giornali, la televisione, i libri, i missionari, i nostri amici che hanno fatto viaggi nei paesi del 3 mondo.  Se vogliamo perseguire la strada della giustizia dobbiamo impegnarci ad eliminare queste diseguaglianze

Perché dobbiamo impegnarci?

·   Perché le ricchezze della terra appartengono a tutti i suoi abitanti

                            .    Perché ogni uomo ha diritto a ricavarsi dal proprio territorio il sostentamento,

                          .     Perché il più forte ha il dovere di aiutare il più debole. 

Tenendo presente che la terra produce abbastanza per soddisfare le esigenze di tutti gli uomini, si può affermare che: la fame nel mondo è provocata da una cattiva gestione della ricchezza. 

Chi gestisce tale ricchezza?

Le muftinazionali favorite da politiche economiche europee e de terzo mondo poco anente ai veri diritti dell'uomo

 Che cosa sono?

Le multinazionali prevedono, nel loro schema di funzionamento, una holding finanziaria che controlla imprese di produzione dislocate in diversi paesi; nel paese di origine si trova la sede direttiva, mentre negli altri paesi quasi sempre del terzo mondo, sono localizzate le unità produtive. Gestiscono il commercio su scala mondiale, sfruttano sempre la manodopera locale, fissano i prezzi dei prodotti nei mercati borsistci, tenendo conto solo dei loro interessi.

In economia questo scambio commerciale tra il nord e il sud del mondo si chiama scambto ineguale.

Come si può combattere tale giro vizioso?

Creando appunto i presupposti per uno scambio uguale.

 

Cos'è

Lo scambio uguale o commercio trasparente evita il profitto delle multinazionali e ha lo scopo di mettere in contatto il produttore con il consumatore.

 Quali sono i benefici immediati?

Si può aiutare economicamente e culturalmente i popoli del 3° mondo direttamente nei loro paesi di origine con il commercio trasparente e le adozioni a distanza

 Quali sono i benefici a lungo termine?

Se gli uomini cominciano a stare bene nei loro paesi d'origine certamente diminuirà il flusso migratorio irregolare e clandestino verso l'Europa.

 

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CONCLUSIONE

Attraverso il nostro lavoro abbiamo conosciuto cause di una realtà  molto   diversa  dalla  nostra,  ma  non  per  questa sconosciuta, perché ogni giorno la televisione e i giornali ne parlano. Comunque gli stessi mass-media ci portano fuori strada perché quando si tratta di far soldi non si va più per  il  sottile  e  ci  rnostrano  realtà  inesistenti:  le brasiliane che ballano,  paradisi bellissimi, messicani che dormono  sotto  il  sombrero,  gente che  allegramente  lavora nelle piantagioni .

Abbiamo visto invece che nelle piantagioni si lavora come schiavi ... Fortunatamente abbiamo appreso anche che non è una realtà senza speranze, il fatto stesso che a scuola se ne parla,  che diventa oggetto di studio e che molta gente del nord Europa fa suo questo problema, ci fa sperare che la situazione cambierà. 

Sappiamo   che l'U.E.  ha in programma progetti umanitari rivolti al 4 mondo. La Convenzione di Lomè ed altri accordi hanno  dimostrato  la  sensibilità  della  nuova  Europa  che esprime la civiltà e l'evoluzione di popoli     superato i vecchi  schemi  politici  egoistici  e  nazionalistici   è proiettata  verso  mete  più  alte  e  sublimi.     La  nostra copertina sta ad indicare, appunto, che l'Europa ha a cuore i problemi del mondo, può alleviarne  la fame ma soprattutto si fa garante dei diritti di tutti gli uomini

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Commissione progetto Euroscola:

Arcuri Vita  IV C comm.

Augello Salvatore IV C geom.

Bentivegna Salvatore  V C geom.

Barbera Alberto IV C geom.

Buttafuoco Paola III C  comm.

Casciaro Rosalba  IV C  comm.

Contino Giovanna V C comm.

Colletti Liliana IV D comm.

Cuffaro Piscitello Giuseppe III A comm

Cusumano Giuseppina V C comm

Di Liberto Rosalia  IV C  comm.

Gagliano Serafina  V C comm.

Galletto Giuseppina V A geom.

Giallombardo Francesca V C comm.

Giannetto Salvatore V C comm.

Lo Raso Pietro IV A geom.

Mantio Lucia  IV B comm.

Mariondi Graziana  V C comm.

Marretta Evelyn  IV D comm.

Modica Ciuseppe V C geom.

Moscato Maria  IV C comm.

Piazza Alice  IV B comm.

Pumilia Pino V C comm.

Quartararo Cinzia IV C comm.

Rosselli Vincenza IV B comm.

Rossello Sara V C comm.

Scalia Salvatore V B geom.

Sarullo Carmela IV D comm

Spataro Liboria III C comm.

Terranova Giuseppina IV B comm.

Vassallo Benedetto III D comm.

Vasile Giuseppina IV C comm.

Assistente Tecnico Calogero Lino

Prof.   Giuseppina Pandolfi  docente di geo. economica

Prof. Carmelo Mangione  dirigente scolastico.

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BIBLIOGRAFIA

ETTORE  MASINA OSCAR ROMERO CULTURA DELLA PACE
ELISABETH  BURGOS MI CHIAMO RIGOBERTA MENCHU' GIUNTI  FIRENZE
FRANCO GESUALDI LETTERA AD UN CONSUMATORE DEL NORD E.M.I.
DO.GE. I GRANDI SISTEMI EUROPEI MARKES
CONTI, DEMATTEIS GEOGRAFIA ECONOMICA BOMPIANI
LO JACONO-GASCA PROGETTO TERRA MARKES
MANILIO DINUCCI IL SISTEMA GLOBALE ZANICHELLI
DE AGOSTINI ENCICLOPEDIA DELLA GEOGRAFIA  
TRECCANI DIZIONARIO ENCICLOPEDICO  
GARZANTI ENCICLOPEDIA EUROPEA  

                        ARTICOLI    da: I VIAGGI DI ERODOTO

                                                            LA REPUBBLICA

                                                             FAMIGLIA   CRISTIANA

                                                             QUADRANTE

                                                             MESSIS

 

 

INDICE

PRESENTAZIONE                                                                   -----------PAG   1

POESIA  AVEVO FAME                                                           -----------PAG   2

GLI  OBBESI  E  GLI   AFFAMATI                                          -----------PAG 3

GRAFICO                                                                                -----------PAG   4

GUATEMALA                                                                        -----------PAG   5

""           ""                                                                               -----------PAG   6

""         ""                                                                                  ----------PAG   7

EL  SALVADOR                                                                         ----------PAG 9

""              ""                                                                            ----------PAG   10

""             ""                                                                             ----------PAG   11

BRASILE                                                                                -----------PAG   13

""         ""                                                                               -----------PAG   14

""        ""                                                                                -----------PAG   15

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CARATTERISTICHE                                                         -------------PAG   17

SCHEDE                                                                             --------------PAG   18

LE  MULTINAZIONALI                                                   --------------PAG   19

NELLE LORO TERRE                                                       --------------PAG   21

IMPATTO  AMBIENTALE                                              --------------PAG   22

LA  MANODOPERA                                                         --------------PAG   23

COSA POSSIAMO FARE                                                   --------------PAG   24

COMMERCIO SOLIDALE                                                 --------------PAG   25

CI  RIVOLGIAMO ALL'EUROPA                                     --------------PAG   26

AEROGRAMMA                                                                --------------PAG   27

SCHEDA  RIASSUNTIVA                                                 --------------PAG   28

CONCLUSIONE                                                                 -------------PAG   29

COMMISSIONE PROGETTO                                           --------------PAG   30

BIBBLIOGRAFIA                                                               -------------PAG   31

 

 

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