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ISTITUTO TECNICO STATALE

COMMERCIALE E PER GEOMETRI

"GIOVANNI XXIII"

RIBERA (AG)

La questione ebraica nell’ Unione Europea.

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"Forgeranno le loro spade in vomeri,

le loro lance in falci;

un popolo non alzerà più la spada

contro un altro popolo"

Isaia 2,4

     Dirigente  Scolastico

    Prof. Carmelo Mangione

                                                     Coordinatrice

                                             Prof. Giuseppina  Pandolfi

       

      Assistente tecnico

       Calogero Lino

A.S. 1999/2000

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Presentazione

 

Quest’anno nell’ambito del progetto Euroscola abbiamo voluto trattare

la Questione Ebraica che interessa molto da vicino i popoli del Mediterraneo;

ogni giorno la T.V. ed i giornali portano nelle nostre case il dramma che gli

ebrei e gli arabi palestinesi vivono.

La morte di Rabin e' stato il motivo che ha spinto i nostri allievi a scegliere tale

approfondimento, infatti da allora (1995) hanno raccolto e selezionato gli

articoli di giornali sul problema del Medio Oriente.

Tali giornali: insieme ai libri della biblioteca, e ad altro materiale a nostra

disposizione, sono stati utilizzati per analizzare le varie fasi della stona del

popolo ebreo e del popolo arabo.

Il nostro lavoro non ha la pretesa di essere un trattato né sulla Palestina la

cui entità storica è enorme, né sulla variegata e complessa storia del mondo

arabo, ma è un semplice testo nei quale ci siamo limitati ad osservare particolari

situazioni per far comprendere ai nostri allievi perché, oggi, un piccolissimo territorio è

conteso con tanta tenacia da due popoli

lì lavoro si è svolto in tre momenti:

1°) un 'analisi storica;

2°) una selezione delle informazioni;

3°) elaborazione personale dei contenuti.

Per le prime due fasi la classe ha lavorato in gruppi.', utilizzando le tre ore settimanali,

per tutto il mese di febbraio e l’inizio del mese di marzo .

Tutti gli allievi hanno lavorato con entusiasmo ed interesse, e grazie alle abilità di

cui sono in possesso come tematizzare, analizzare e sintetizzare i testi ,abbiamo

potuto portare a termine tale progetto.

 

la coordinatrice

prof. Giuseppina Pandolfi

Assistente tecnico

Calogero Lino

 

 


1

GLI   EBREI   DA   MOSE’  AL   MOVIMENTO   SIONISTA

 

La storia antica degli Ebrei è molto lunga ed è narrata nel Pentateuco.

Capostipite dei popolo ebraico è il patriarca Abramo, pastore nomade della

Mesopotamia, che rispondendo ad una vocazione divina lascia la sua terra e si

dirige con tutta la sua famiglia verso la terra di Canaan.

In seguito, a causa di una carestia , il popolo di Israele si trasferisce in Egitto,

dove, dopo un periodo di pacifica convivenza, viene obbligato al lavoro coatto e

a vivere come schiavo del Faraone.

Nel 1350 a.C. Mosè lo libera dal Faraone, lo guida verso la Terra Promessa,

attraverso il monte Sinai, dove riceve da Dio la Legge e pone le basi della Sacra

Alleanza che lo caratterizza e lo impegna sempre in tutti i momenti della sua storia.

Verso il 1020 a.C. per rafforzare la loro unità, sul modello degli stati orientali,

gli ebrei eleggono il loro primo re, Saul, che guida gli attacchi contro i nemici di

Israele e trasforma il popolo nomade in una società più organizzata dedita

all'agricoltura, all’artigianato e al commercio.

Verso il 1000 a.C. gli succede Davide che sottomette i Filistei, unifica il

popolo, estende il suo regno dalla Palestina a tutta la Siria, e Gerusalemme ne

diventa la capitale. Nel 960 a.C. gli succede il figlio Salomone, ricco e sapiente,

ma verso la fine del suo regno si avverte una crisi politica e soprattutto religiosa.

Dopo la sua morte a causa di molte lotte politiche e scismi religiosi, il regno

finisce per essere diviso in due: il regno del nord o Israele con capitale Samaria

e il regno del sud, la Giudea, fedele alla stirpe di Davide, con capitale Gerusalemme.

 

 

 


3

 

Nel 724 l'Assiria invade il regno d'Israele e prende possesso di questa regione ,

nel 586 il re Nabucodonosor s'impossessa sia dell'Assira che del regno del sud,

distrugge Gerusalemme e deporta in Babilonia il popolo.

Nell’esilio durato 50 anni, la coesione tra gli Ebrei e il desiderio della terra natia

non vengono mai meno, così, quando nel 538 a.C. Ciro conquista Babilonia, essi

ottengono un editto che li autorizza al ritorno in patria. Questo popolo ritorna

nella propria terra, si organizza ma sarà sempre dominato da un altro popolo straniero.

Nel 63 a.c. intervengono i Romani e Pompeo conquista Gerusalemme. Durante

la dominazione romana, il popolo conosce un periodo di decadenza morale,

religiosa ed economica.

Erode si fa eleggere re (vassallo dei romani) e regna dal 37 al 4 a.c..

Alla sua morte il paese è travagliato sia dalle lotte fra i pretendenti alla

successione, sia delle violenze dei procuratori romani tra cui Ponzio

Pilato sotto il quale viene processato e crocifisso Gesù.

Nel 70 d.C. un 'insurrezione del popolo della Palestina provoca una crudele

reazione dei romani che guidati da Tito distruggono Gerusalemme e cacciano

tutti i Giudei dalla città santa.

Da questo momento in poi per il popolo eletto, (tranne una minoranza che

rimane in Palestina), incomincia la diaspora, essi subiscono la storia dei popoli

con cui vengono in contatto, ma non perderanno mai la loro identità culturale e religiosa.

 

 

 

 

 


4

 

 

A questo punto per comprendere meglio i problemi che alimentano le guerre in

Medio Oriente dobbiamo seguire due filoni:

il 1°ci permette di vedere cosa succede nella Palestina;

il 2°ci permette di seguire gli ebrei fuori dalla loro terra.

1° filone

Nella Palestina si susseguono invasioni e conflitti. Il 632, anno della conquista

islamica, segna un momento particolare della vita del paese, l’islamismo riesce a

dare un nome ed una identità ai beduini e ai popoli che risiedono nella zona,

pone il principio di uno stato teocratico che prende piede da allora e arriva fino ai nostri giorni.

Il Corano diventa il libro sacro, in seguito i musulmani si dividono in diversi

rami, i più numerosi sono gli sciiti e i sunniti che nel corso dei secoli si

differenziano sempre di più, dando luogo a guerriglie e rivolte che hanno

insanguinato il paese tradendo il principio di Maometto: nell' unità di Dio I' unità

dei popolo. Nel 1517 i turchi ottomani invadono la Palestina e vi resteranno fino

al 1917, anno dell'ingresso a Gerusalemme delle truppe britanniche. Il 1917 è

anche l'anno di un evento straordinario per gli ebrei della diaspora.

2°filone

Ricostruire la storia degli ebrei fuori dalla loro terra è difficile anche se è ricca di notizie

Nell'età medioevale li troviamo in vari paesi d'Europa, ma sono quasi sempre

oggetto di persecuzione; la loro situazione non cambia molto nell'età moderna: la

Controriforma ordina la distruzione dei libri Talmudici. In Francia, dopo la

Rivoluzione Francese godono degli stessi diritti degli altri cittadini, in Germania

con l’editto di tolleranza emanato nel 1782 dall’Imperatore Giuseppe conquistano l’uguaglianza.

Gli ebrei ,anche se dispersi in tutto il mondo, non hanno mai abbandonato l’idea

di un ritorno in patria. I primi segni tangibili si hanno nel 1896, quando un

giornalista ebreo viennese pubblica un libro: Lo stato degli ebrei e nel 1897

 

 

 


5

 

quando viene organizzato a Basi!ea un primo congresso dei movimento sionista.

Comunque l'idea sì materializza con lord Balfour che nel 1917

dichiara che il governo britannico favorisce il crearsi di una sede nazionale

ebraica in Palestina.

Da questo momento in poi I' esodo degli ebrei verso la Palestina

diventa sempre più consistente.

I due filoni con la stessa data (1917) ci riconducono in Palestina..

In Palestina la situazione comunque, tra gli arabi già residenti e gli ebrei

che arrivano non è allarmante, anzi in un certo senso tra di loro si stabilisce

una convivenza pacifica: perché i nuovi arrivati hanno esperienze acquisite in

America e in Europa; hanno nuove tecniche per lavorare la terra, hanno soldi per

comprare case e terreni e grande capacità imprenditoriale per gestire attività di

ogni genere. La vita in Palestina migliora anche per gli arabi.

La situazione precipita con l'avvento del nazismo.

 

 

 

 

 


6

Antisemitismo  causa  di  un  genocidio

 

Semita è il termine che indica gli ebrei e tutti i popoli discendenti da Sem figlio di Noè.

Il termine antisemitismo venne coniato nel 1873 ma le ostilità e persecuzioni risalgono a tempi più antichi.

Gli ebrei, per molti secoli furono accusati di deicidio per aver crocifisso Gesù.

Quasi tutti i padri della chiesa e le prime comunità cristiane vedevano negli ebrei

dei carnefici fino ad influenzare credenze particolari giunte fino a noi. Gli

ebrei erano considerati come coloro che sacrificavano vittime umane,

ammazzavano bambini e con il sangue di questi contaminavano le ostie,

avvelenavano persone e provocavano la peste. Molti Papi hanno cercato di

sfatare queste credenze, ma solo, Papa Giovanni XXIII nel 1975 pone fine a

tutto ciò e comincia il periodo di riconciliazione tra i cristiani e gli ebrei che si

sta completando con il Papa Giovanni Paolo II. All’apertura del terzo millennio

e in occasione del Giubileo indica la i luoghi Santi di Gerusalemme come

luoghi per ottenere le sante indulgenze.

 

Gli ebrei in Germania.

 

In Germania come in altri paesi dell’Europa, gli ebrei popolo fiero laborioso ed

intelligente occupava posti di comando e possedeva ricchezze. Tutto ciò dava

fastidio al governo centrale della Germania. Adolfo Hitler dopo aver

conquistato il potere con la violenza, ripudia i trattati di pace, rilancia la

Germania sulla via dell’ambizione, vuole conquistare nuovi territori per il

popolo tedesco. Il militarismo è imposto come il credo di una democrazia

ugualitaria, negate le classi e i partiti forma uno stato accentrato solo nella sua

persona, in un solo partito il Nazional Socialista che si scaglia contro tutti,

principalmente contro i capitalisti ebrei che per il popolo tedesco sono solo degli approfittatori.

 

 

 

 

 

 


7

 

A ciò si aggiunge che Hiltler è un fanatico cultore delle idee di Nietzsche per il

quale la razza è il fondamento di tutto.

La razza ariana è l’unica razza al mondo capace di fare grandi imprese non può

essere contaminata dal sangue degli ebrei.

Da qui la strada verso l’odio è facile.

Da un discorso di Hitler: la lotta è la madre di tutte le cose…..la sola forza è

quella del sangue… l’uomo è diventato grande attraverso la lotta …. il più

forte può mettere in atto ciò che vuole

Nel 1935 con le leggi di Norimberga gli ebrei sono privati della cittadinanza

tedesca e di tutti i diritti conseguiti.

Nell’1938 in seguito all’assassinio di un diplomatico tedesco a Parigi per mano

di un ebreo, scoppiò un crudele massacro tra il 9 e il 10 novembre, chiamato la

notte dei cristalli per le tante vetrine rotte. In tutta la Germania furono

incendiate le sinagoghe, negozi, uffici, case e tutto ciò che apparteneva agli

ebrei, furono assolutamente vietati i matrimoni misti, cioè con ebrei, resi nulli

quelli in atto, gli ebrei furono estromessi dai loro incarichi, a tutti gli ebrei fu

imposto il contrassegno della stella di Davide".

Non staremo qui a ricordare le camere a gas, il lavoro forzato nei campi di

concentramento, le torture, le sevizie, gli esperimenti fatti sui loro corpi, i forni

crematori, ma sappiamo che nel 1941 ci fu la cosi detta soluzione finale della

questione ebraica …un genocidio dove trovarono una morte orrenda 6.000.000

di ebrei.

Gli ebrei in Italia

Nel 1922, dopo la marcia su Roma ,Mussolini ebbe da Vittorio Emanuele III

l’incarico di formare il governo, qualche anno dopo ed eravamo già in dittatura,

ed il Parlamento era composto solo da consiglieri scelti dal partito fascista.

La propaganda fascista in atto era dirottata su tutti i fronti. La scuola e tutti i

canali d’informazione erano asserviti alla dittatura fascista.

 

 

 

 


8

Il Duce ha sempre ragione frasi simili erano scritte ovunque, si dovevano

formare le menti giovani e quelle meno giovani

Da un discorso del duce: la pace perpetua è una catastrofe per la civiltà

umana…stiamo diventando e diventeremo sempre più forti …diventeremo

una nazione militarista…;

Dopo l’alleanza con la Germania, inizia anche in Italia una politica antiebraica.

A Roma nel novembre del 1938 i parlamentari approvano le leggi razziali

contro gli ebrei considerati di razza inferiore , mentre la razza italiana diventa

per gli ideolgi una razza ariana e non può essere contaminata da quella ebraica.

Persecuzione, torture e nefandezze macchiano la nostra coscienza di italiani.

Lo smarrimento e la confusione fu totale anche nella chiesa che a causa del

concordato dei Patti lateranensi non potè prendere apertamente delle posizioni

né in Germania né in Italia. Forse avrebbe potuto salvare migliaia di vite umane!

Comunque la pietà cristiana che contraddistigue gli italiani salvò molte vite umane.

Molti furono i preti, gli istituti religiosi e cittadini che nascondevano gli

ebrei e rischiarono la vita per loro, come molti furono quelli che felicemente

andarono ad occupare il posto lasciato vuoto dall’ebreo espulso.

Per tutti questi motivi agli ebrei che si trovano in Europa, la Palestina appare

sempre più la terra promessa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


9

 

Immagini che parlano da sole……

 

 

 

 

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…..e fanno la storia.

 

 

 

 

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11

 

 

NASCITA DELLO STATO DI ISRAELE

 

La forte migrazione verso la Palestina provoca negli arabi la necessità di

difendere le proprie posizioni. Gli ebrei ricchi posseggono già molte terre e

hanno nelle loro mani già molte attività, gli arabi si sentono ai margini

dell’economia.. La situazione non è più quella che si prospettava all’inizio del

movimento sionista; ora incominciano ad evidenziarsi fratture tra i due popoli.

Nel periodo che intercorre tra le due guerre, le due comunità si danno strutture

politiche organizzative contrapposte. La Gran Bretagna si trova a svolgere un

ruolo non facile, con alterne vicende arriva fino al 1939. Alla vigilia della

seconda guerra mondiale tra ebrei, arabi ed inglesi si contano già migliaia di

vittime. Dopo la guerra, il colonialismo inglese rinuncia al suo mandato sui

territorio, la questione passa nelle mani delle Nazioni Unite che votano la

risoluzione (181) con la quale si stabilisce la costituzione dello Stato d'Israele.

IL 14 maggio 1948 nasce lo stato d’Israele occupando il 56,47% del territorio

della Palestina, ma da questo momento nasce anche la questione palestinese.

Nasce negli arabi una insoddisfazione, si intensificano le rappresaglie contro gli

ebrei che rispondono con la forza delle armi provocando massacri e la

dispersione degli arabi. Questi ultimi trovano sistemazione nei campi profughi

allestiti nei paesi vicini come Libano, Giordania e Siria che strumentalizzano

tale situazione non tanto per aiutare i fratelli musulmani, ma per fomentare odio

contro Israele che sì propone sempre di più come un enclave europeo nel mondo

arabo. Agli arabi il nuovo stato appare come una sopraffazione di tipo

colonialista, si sentono trascurati dall'O.N.U. Sotto la spinta della lega Araba

danno vita ad una organizzazione a carattere terroristico, con a capo

l'estremista Shukeiri che avrebbe dovuto liberare la Palestina, e buttare a mare gli ebrei.

Nello stesso periodo nasce un altro movimento: Al Fatah che voleva

da solo senza l’aiuto e l'appoggio degli altri stati arabi fronteggiare Israele.

Questo movimento per la verità non andava a genio neppure agli arabi tanto è

vero che molti capi vennero arrestati dalle polizie siriane, egiziane e libanesi.

 

 

 

 


12

 

L’odio tra gli ebrei e i palestinesi nel 1967 sfocia in una guerra che dura solo 6

giorni, ma bastano al popolo arabo per comprendere che Israele è molto più'

agguerrita ed ha strategie di attacco e di difesa nettamente superiore; dal 5 al 1O

giugno, Israele conquista la Cisgiordania, la striscia di

Gaza1 il Golan, il Sinai e Gerusalemme Est.

La situazione dopo la guerra è ancora più insopportabile per i palestinesi, i

profughi sono oltre un milione e mezzo, gli altri sono costretti a vivere nelle

suddette zone conquistate in un regime di occupazione.

Sorgono altre organizzazioni a volte strumentalizzate dai regimi dei paesi vicini;

la figura del fedayin acquista la sua popolarità.

Nei 1969 nel 5° congresso nazionale palestinese riunito al Cairo sì ridefinisce la

carta nazionale dell’Olp e viene eletto capo Arafat. La resistenza palestinese si

dà una struttura diversa e si afferma sempre di più come interlocutore politico

nella questione arabo-israeliana. Gli arabi palestinesi che vivono come profughi

nei paesi vicini sono molti e modificano la vita di questi paesi, vedi guerra civile

nel Libano, mentre la Giordania diventa quasi la base operativa dell'Olp.

La situazione si fa ancora più drammatica per la presenza degli estremisti che

organizzano attentati e rappresaglie non solo contro Israele ma anche

contro  arabi più compiacenti

Nel 1973 scoppia la guerra del Kippur, scatenata dall'Egitto e dalla Siria per la

riconquista dei loro territori occupati.

Dopo la guerra del 1973 vinta da Israele, Arafat pone le prime basi per un

cambiamento, abbandona la guerriglia e le armi, prospetta la creazione di uno

stato palestinese accanto ad Israele. Questo momento che poteva essere linizio

di una pace ha visto invece inasprirsi ancora di più la situazione perché ha creato

all'interno del mondo arabo una frattura che porterà ancora morte e sangue nel

medio oriente. Gli estremisti sciiti integralisti strumentalizzano ancora una volta

la questione per operare contro Israele e tutto ciò che appartiene all'occidente

La situazione diventa grave perché la guerra sembra espandersi a tutto il mondo

 

 

 


13

 

arabo. Intanto Israele diventa responsabile di molti massacri ai danni dei

profughi palestinesi. Nonostante ciò, i tentativi di pace vanno sempre avanti.

Nel 1979 a Camp David, in un memorabile accordo tra l’egiziano Sadat,

l’israeliano Beghin e il presidente americano Carter si decide il ritiro degli ebrei

dal Sinai. (Sadat autore principale di tale pace fu ucciso da un arabo nel 1981).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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16

 

ISRAELE  NELLA  STORIA  DEGLI  ANNI ’90

 

Come abbiamo detto prima ,la questione palestinese non si è limitata al solo

territorio palestinese ma ha invaso tutto il medio oriente. Parlarne qui sarebbe

troppo lungo, ma non possiamo fare a meno di non ricordare il settembre nero

1970 costato ai palestinesi quasi 20 000 morti e la strage di Sabra e Chatila

1982 nell'ambito dell'operazione pèace in Galilea. Il governo d’Israele con

questa operazione intendeva ripulire il Libano dalle strutture politiche militari

palestinesi per cui invase una fascia di 40 Km a sud del paese. A secondo della

leadership dei vari paesi arabi, l'Olp viene sostenuto o contrastato; la Siria riesce

sempre, appoggiando le frange estremiste palestinesi, a creare fratture all’interno

dell’Olp e non accetta la presenza di Israele nel Medio Oriente; re Hussein di

Giordania si presta da intermediario tra l’Olp e Israele, riconosce la presenza di

Israele ed è disposto a cedere la Cisgiordania per l'insediamento del futuro stato

palestinese. Anche se la questione prende la strada degli accordi i morti e i feriti

da entrambi le parti si contano ancora in gran numero specialmente tra i palestinesi.

Il leader delI'Olp continua la sua opera all'interno dell'organizzazione

per superare tutte le divisioni, infatti nell'estate del 1988 a Stoccolma, Arafat

incontra un gruppo di personalità ebraiche americane.

Resta come sempre la questione dei territori occupati da Israele nella guerra del

1967 e dai quali, nonostante gli inviti dell'Onu non vuole uscire E' proprio qui

che la vita diventa insostenibile, qui l'intifada non dà tregua, i palestinesi vanno

al di là dell'aspetto diplomatico dell'Olp, sono stanchi di subire, esprimono la

loro volontà di erigersi in stato. La lotta è sempre impari; Israele ricorre a tutti i

mezzi per reprimere l’ intifada, i palestinesi contano sempre più morti ( maggio

1991 si hanno 900 morti, 25% al dl sotto dei 16 anni, 100 mila feriti, migliaia di

arresti e 1400 case distrutte o murate dall'esercito israeliano). Tutto questo

mentre l'Olp otteneva il consenso internazionale e dichiarava apertamente di

rinunciare al terrorismo e di riconoscere lo stato d’Israele.

 

 

 

 

 


17

 

 

Nel 1988 ad Algeri il Consiglio Nazionale palestinese accettando il principio due

stati per due popoli, proclama unilateralmente l’indipendenza dello stato   palestinese.

Storia tormentata quella di Israele e dei loro cugini arabi.

La situazione si aggrava sempre di più nei momenti in cui sembra risolversi.

La guerra dei Golfo, l’invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein mette

Arafat di fronte a delle nuove situazioni che non favoriscono la sua causa, spinto

da uno spirito arabo, per evitare fratture all’interno dei palestinesi appoggia la

causa di Saddam Hussein provocando come reazione ebraica il congelamento    del processo di pace.

Israele invece di uscire dai territori occupati, continua a creare nuovi

insediamenti nelle zone occupate; di contro Saddam dichiara di voler

distruggere Israele e quando piovono su Tel Aviv missili Scud iracheni, i giovani

palestinesi esultano gridando: Allah è grande!

Da questo momento Israele non vuole la costituzione di uno stato palestinese

nemico vicino. Anche dopo la fine della guerra le cose non migliorano, prende il

sopravvento il gruppo radicale di Hamas che continua la sua lotta con la guerra

dei coltelli, attentati e azioni di guerriglia.

Una svolta decisiva verso la via della pace si ha nel settembre del 1993 quando

con un accordo tra Shimon Perez e Yasser Arafat si decide il ritiro dal Golan in

cambio di una pace totale con la Siria.

 

 

 

 

 

 

 


18

COSTRUIAMO LA STORIA

 

Questa seconda parte la costruiremo con le notizie ricavate dai giornali raccolti a partire dal 1994.

Repubblica del 18 marzo 1994 esce con un titolo nuovo per la storia di Israele

Rabin chiede aiuto al Papa per stringere un accordo con Arafat,

ciò sta a significare che il ministro israeliano ha lasciato il suo antico abito di

uomo di guerra per intraprendere la strada della pace.

Ancora per tutto il 1994 i mass- media continuano a mandare buone notizie dal

medio oriente, il 18 ottobre un articolo su Repubblica dal titolo E' pace fatta tra

Giordania e Israele, ci dice che la Giordania e Israele sì impegnano a non

aderire ad alleanze che possano costituire un pericolo per l'altra parte. Inoltre si

impegnano alla lotta contro il terrorismo internazionale.

Nonostante ciò dallo storico accordo del settembre 1993 ci sono stati 15 mesi di

inutili stragi.109 morti israeliani e 195 palestinesi. Cosi un articolo dell'Espresso

del dicembre 1994 con chiarezza ci fa conoscere la realtà della vita dei giovani

palestinesi e cioè come vengono addestrati all'arte della guerra. Due kamicaze

musulmani imbottiti di tritolo si lanciano contro un autobus Israeliano e lo

fanno saltare in aria... si tratta di un manifesto davanti al quale 50 martiri di

Allah armati e incappucciati hanno dato l'addio al mondo , alle famiglie ...

morire in guerra è la strada più breve per raggiungere il Paradiso.

Tutti ricordano la strage della stazione del 22 gennaio: due guerriglieri a Tel Aviv

hanno ucciso 19 persone e ferito 65 davanti a tali attentati l'esercito più

agguerrito dei mondo è impreparato. D'altra parte, purtroppo i fatti ci dicono

che dopo l 'accordo del'93 nulla è stato fatto di concreto per facilitare la vita agli

arabi residenti nelle zone occupate anzi gli insediamenti degli ebrei aumentano e

il territorio destinato agli arabi diminuisce.

 

 

 


19

 

Nella Cisgiordania è rimasto agli arabi solo un. terzo del territorio, quindi gli

integralisti si convincono sempre di più che l’unico modo per costituire uno stato

palestinese è buttare in mare gli ebrei;, quindi è ingrossare le fila dei martiri. I1

1995 riporta indietro la storia. Repubblica 8 luglio 1995, con due articoli: a

Nablus…. scoppia la faida palestinese e ‘I Rabbini NO al ritiro dai territori

mostra apertamente che c’è una spaccatura non solo tra gli arabi e gli ebrei,

ma anche all’interno del mondo arabo (tra sunniti e sciiti) e all'interno del mondo

ebreo tra i sostenitori del governo e l'estrema destra.

Nei territori occupati regna il caos specialmente nella Cisgiordania dove

risiedono le grandi famiglie della borghesia araba e si concentra gran parte della

borghesia palestinese; comunque la speranza che Arafat prenda in mano la

situazione della sicurezza dei territori occupati e risolva una volta per tutte la

questione è forte. Lautonomia è sempre più difficile ma il 26 ottobre La

Repubblica dà la notizia che la polizia israeliana va via e su Jenin sventola la

bandiera palestinese Jenin la città dei giardini, fu persa durante la guerra dei 6

giorni, Walid un cambiavalute racconta la sua esperienza di 28 anni di

occupazione e come fu traumatico passare dal regime giordano a quello di

Israele. A bloccare i tentativi di pace ci pensa uno studente estremista ebreo con

tre proiettili, Repubblica 5 novembre 1995:

Yitzhak Rabin è stato colpito a morte davanti a centomila persone che erano

scese in piazza per dimostrare il loro appoggio ai negoziati con i palestinesi, il

giornalista continua : Israele è sotto choc, la gente piange …il mondo è commosso.

Per la prima volta dalla nascita dello stato sionista un capo israeliano viene

ucciso da un altro israeliano. La parte della società che in Israele non vuole

restituire i territori occupati nel 67 è ancora molto ampia, da 25 anni i coloni

sono in quella zona e hanno avuto modo dl credere che quelle terre fossero

ormai di Israele, d'altra parte già dagli inizi degli anni 80 all'interno si stava

sviluppando un movimento di destra che nessun governo ebreo aveva contrastato

 

 

 

 

 


20

 

Dalle spoglie del governo Rabin nasce il governo di Shìmon Perez ,uomo dotato

di grandi visioni non meno carismatico del premier assassinato.... e potrà

contare sulla benevolenza dei due maggiori partiti dl destra, il Likud e il Partito

nazionale religioso, che dopo l’attentato hanno dichiarato di   prendere le distanze

dagli estremisti.

Perez continua sulla strada degli accordi con palestinesi , l'opinione pubblica

israeliana dopo la morte dì Rabin, è ancora più decisa a risolvere la questione per

evitare inutili stragi.

Mentre Perez riprende il processo di pace ritirando gli eserciti da Ebron e

l'O.L.P. si impegna a togliere dal proprio statuto otto articoli che negavano il

diritto all'esistenza di Israele, il paese si avvia alle elezioni.

La Stampa di sabato 1 giugno 96 porta la notizia che Benjamin Netanyahu di

anni 47, ha vinto. Per soli 30 000 voti il partito del Likud ha vinto sul partito

laburista. Tutti i giornali e mass- media mostrano la soddisfazione dei coloni,

finalmente per loro è arrivata l’ora della rivincita, dal lato opposto i palestinesi

temono che Israele manderà le truppe nuovamente nelle zone occupate. Anche la

Repubblica con l’articolo ‘ tornano al potere i nemici della pace dimostra che

Likud avrà un programma un po’ diverso da quello tracciato da Perez.

I fatti che seguono tale elezione non smentiscono le previsioni. La Repubblica

28 agosto 1996 porta tale notizia: Israele dà via libera ai coloniper la prima

volta dal '92 900 nuove case in Cisgiordania questa notizia riaccende l'intifada,

Non è molto lontano da noi il ricordo della strage dell'ottobre del 1996 che

provocò 75 morti (61 palestinesi e 14 israeliani) causata dall’apertura del tunnel

voluta da Netanyahu.

Oggi in Israele Barak vuole ripercorrere la strada di Rabin forse per

Israele in un domani non lontano ci sarà pace

 

 

 

 


21

AVVENIMENTI

 

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Con questo titolo apparso su Repubblica giorno 24.12.’99, noi alunni

dell’ Istituto tecnico statale di Ribera abbiamo appreso che giorno 23 novembre 1999,

alcuni teppisti che si definiscono antisionisti hanno fatto scoppiare una bomba

carta nel palazzo via Tasso a Roma. Il palazzo che oggi ospita il museo della

Liberazione, fu costruito dal principe Francesco Ruspoli alla fine degli anni 30, e

durante il periodo dell’occupazione tedesca divenne carcere di sicurezza della

Gestapo dove Kappler e Priebke torturavano a morte i nostri prigionieri.

Questo attentato ha offeso la memoria storica del popolo italiano, anche se non

ha provocato vittime, ha suscitato disgusto anche in noi giovani.

 

 

 

 

 


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Luogo di culto scelto dal PAPA per il Giubileo del terzo millennio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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NOTE

nato il 2 Agosto del 1929 a Gerusalemme. Ingegnere di professione, agli

inizi degli anni '60 si è dedicato interamente alla causa del suo popolo, dopo

la guerra del '67 divenne capo indiscusso dell'Olp.

segretario di stato britannico agli esteri che il l 2-11-1917 rilasciò la

seguente dichiarazione. Il governo di sua maestà considera con favore la

nascita di un national home in Palestina per il popolo ebraico e impiegherà i

suoi migliori sforzi per facilitare tale obiettivo, restando inteso che nulla sarà

fatto che possa recare pregiudizio ai diritti civili e religiosi delle comunità

non ebraiche esistenti in Palestina'

territorio sulla costa orientale del Mediterraneo che gli Israeliti chiamano

terra d’lsraele. Pù tardi sarà chiamata PalestIna

Località degli Stati Uniti

Territorio occupato da Israele nella guerra del '67 (vedi cartina)

Libro sacro dei Musulmani, diviso in 114 capitoli, contiene oltre i dogmi e le

pratiche religiose anche le prescrizioni di carattere civile, giuridico, politico e. militare.

Dispersione degli ebrei nel mondo nel 70 d.C.

territorio di limitata estensione completamente circondato dal territorio di un

altro stato, che non ha sovranità su di esso.

Gli Israelti vennero detti ebrei perchè venivano 'daIl’altra parte del

Giordano ( in ebraico eber)

 

 

 

 

 

 

 


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Popolo che abitò nel 12 secolo a. c. il territorio sulla costa orientale del

Mediterraneo compreso tra Libano e l'Egitto. Da Paleshitrn deriva il nome Palestina

Il termine significa: colui che si sacrifica: figura che acquista la sua importanza

durante la resistenza palestinese.

Territorio della Palestina occupato da Israele nella guerra del '67 (vedi cartina),

Territorio della Siria occupato da Israele nella guerra del '67 (vedi cartina)

Si riferisce al Golfo Persico. IL 2 agosto del 1990 Saddam Hussein ordinò

l'invasione del Kuwait e diede inizio ad una breve e disastrosa guerra.

Letteralmente significa scuoter di dosso; lotta iniziata dai palestinesi nel 1987

con lancio di pietre e resistenza passiva contro l'esercito israeliano.

E’ il nome che Dio dà a Giacobbe, nipote di Abramo (Genesi 32,28 )

Città a nord della Giordania.

Vuol dire espiazione, gli ebrei durante il Kippur fanno digiuno tutta la giornata

e si confessano direttamente con Dio

Piccolo stato situato sull’estremità del Golfo Persico, ricchissimo di petrolio

La Legge per gli ebrei comprende tutta la Torah, cioè il Pentateuco.

Partito di destra ebraico che ha sempre ostacolato il processo di pace.

 

 

 

 

 

 


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Vasto movimento ebraico a carattere politico religioso, tendente

alla formazione di uno stato ebraico in Palestina. Il nome deriva dal monte Sion,

simbolo della religiosità ebraica. Il sionismo si può dire che si è diffuso tra gli

ebrei subito dopo la diaspora per opera dell'ebreo Th. Herzl. Ebbe nel 1895 un

preciso programma e fu approvato nel Congresso di Basilea. Ufficialmente è

nato con la dichiarazione Balfour.

vedi Onu.

Organizzazione per la liberazione della Palestina, nasce nel 1964 con a capo

Arafat. Nel 1978 viene riconosciuta dall’Onu.

Organizzazione delle Nazioni Unite entrata ufficialmente in vigore il 24 ottobre

1945; il suo statuto fu redatto dai rappresentanti di 50 paesi. Il principio

fondamentale è quello di mantenere la pace e la sicurezza tra i popoli.

Nome dei primi cinque libri dell’Antico Testamento, è conosciuto col nome di

Torah. Affronta la storia del popolo ebraico dall’origine del mondo alla

conquista della Palestina.

Erode morì nel 750 di Roma che corrisponde al 4 a.C., per un errore di calcolo

l’inizio dell’era cristiana fu fissata qualche anno dopo la nascita di Cristo e cioè

nel 754 di Roma. Gesù è nato tra il 7 e il 6 a.C.

Campi profughi palestinesi a sud del Libano.

 

 

 

 

 

 

 

 


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Termine di derivazione araba che significa partito, indica i musulmani

Integralisti che non accettarono le soluzioni dell’ONU, né la presenza di

Israele nel mondo arabo, trovano nella ragione il motivo essenziale della loro

lotta contro Israele e tutto il mondo occidentale

Occupato da Israele nella guerra dei '67. Dopo gli accordi di Camp David

ritornato all Egitto.

Approvata dall'assemblea generale dell'ONU il 29 Novembre 1947,

proponeva la spartizione della Palestina in uno stato Ebraico sul 56,47

per cento del territorio, in uno stato arabo sul 42,88 per cento, ed in una

zona internazionale dì Gerusalemme. Soluzione che gli arabi rifiutarono.

Approvata dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU dopo la guerra del 67 ed

invita Israele a ritirarsi dalle zone occupate.

Musulmani ortodossi che credono oltre al Corano anche nella Sunna

(nome di una raccolta di fatti e consuetudini di Maometto tramandati dai

suoi contemporanei).

E' il compendio della tradizione orale a commento della Bibbia fatto dai

Rabbini fino al secolo VII.

Indica un ordinamento politico in cui la sovranità dello stato è esercitata

dalla classe sacerdotale. Per i musulmani integralisti il capo dello stato è

anche capo religioso (molto noto è l’Ayatollah Komeini che trascinò gli

iraniani in una disastrosa guerra santa nel 1989).

Il tunnel passa sotto Gerusalemme ma sbuca sulla via Dolorosa nel

quartiere arabo, il Primo Ministro Netanyahu lo ha voluto riaprire senza

consultare nessuno.

 

 

 


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RIFLESSIONI

Ogni allievo ha prodotto una elaborazione personale su un tema assegnato; non è

il caso di riportarle tutte, ma ne basteranno alcune per indicare le ricchezze delle

idee, la varietà di interessi e di problemi che possono scaturire da discussioni, e

perché no dalle difficoltà incontrate e superate con la costanza e la buona volontà.

Come è difficile la ricerca storica

Studiare la storia è molto più facile che scriverla, quando si studia si può

utilizzare un solo testo, a volte basta quello scolastico, quando si scrive una

notizia si fanno delle indagini più accurate per vedere se ci sono riscontri su altri

testi, e spesso da ricerche incrociate (specialmente sulla storia antica) si nota che

i dettagli non sono identici, a volte ci si trova di fronte a degli errori Es. il regno

di Erode dura dal 37 a.C. al 4 a.C., bene alcune fonti autorevoli portano dal 37 al

4 d.C., ed ancora il regno di Giuda è stato confuso con il regno di Guinea.

Abbiamo notato anche come alcuni testi favoriscono delle posizioni a scapito

delle altre, dando informazioni mancanti o accentuandone altre. Nel nostro caso

siamo stati attenti a guardare la storia con molta obiettività, curando con lo

stesso interesse sia le sorti degli ebrei che quelle degli arabi.

Gli arabi e gli ebrei all’inizio un solo popolo

Sia gli arabi che gli ebrei sono originari del Medio Oriente e se gli ebrei li

abbiamo visti come popolo di Abramo, le origini degli arabi non sono molto

diverse, infatti sarebbero discendenti da Sem, uno dei figli di Noè;

Sappiamo, inoltre, che i Filistei e i Canaanei occupavano la striscia di terra sulla

costa del Mediterraneo a sud del Libano fino all'Egitto, proprio quella zona che

 

 

 

 

 

 


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sarebbe stata indicata da Dio come la Terra Promessa, tanto è vero che il popolo

ebreo li ha dovuti combattere per insediarvisi. Nessuno può escludere che vinti

e vincitori non abbiano vissuto insieme prendendo gli uni le abitudini degli altri.

Se percorriamo ancora la storia vediamo come soltanto gli eventi e soprattutto la

religione li hanno differenziati e distinti in etnie diverse

La religione unisce o divide i popoli

Le religioni dei nostri due popoli sono religioni monoteiste e i loro libri sacri: la

Bibbia e Il Corano, parlano di unità, di pace e di fratellanza.

Secondo una logica umana e religiosa nella ricerca dell’Unico Dio dovrebbero

trovare un punto di incontro e vivere pacificamente, ma non è cosi perché

entrambi, esaltando alcuni aspetti del loro credo, perdono di vista i contenuti essenziali della vita.

La situazione si aggroviglia sempre di più a causa dei vari rami in cui sia

gli arabi che gli ebrei si distinguono, ed alcuni dei quali strumentalizzano

la religione ai fini politici ed economici.

A ciò va aggiunto un fattore psicologico che è proprio dell’essere umano e

delle minoranze etniche: quasi sempre di fronte alla paura di perdere la

propria identità si diventa più determinati e più aggressivi ed è il caso dei

nostri due popoli.

Cosa cè dietro la dichiarazione di Balfour

Varie furono le cause che hanno spinto il ministro degli esteri Balfour a

presentare la famosa (per gli ebrei) o famigerata (per gli arabi) dichiarazione.

Una delle più importanti è la mira espansionistica inglese

verso le terre del Medio Oriente di cui già si prevedeva l'importanza sia

strategica, ma soprattutto economica. Inoltre, la dichiarazione intendeva

appoggiare il movimento sionista e quindi accattivarsi l'appoggio sia degli

 

 

 

 


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ebrei già residenti in Palestina, sia di quelli che abitavano negli Stati Uniti ed in Europa.

A chi appartiene la Palestina?

Nessuna domanda è più difficile di questa, eppure noi senza l'ardire di

voler dettare risposte potremmo dire che poiché tutti e due i popoli hanno

abitato questa terra da sempre, tutti e due hanno lo stesso diritto di vivere

nella terra dei loro padri.

L'unica cosa che risulta anacronistica è il modo di voler raggiungere

l'accordo. Essi, infatti, vogliono raggiungere la pace attraverso la guerra;

ma la strada tracciata da Rabin è l'unica possibile.

L’Europa e la questione palestinese

Sia il governo D’Alema che l'U.E. nei riguardi della questione hanno avuto

sempre una particolare attenzione ed hanno avuto un ruolo importante nella

ricostruzione della pace.

Prima riconoscendo lo stato palestinese, appoggiando il governo Rabin;

ora con Barak cercano di portare avanti il progetto "totale pace in cambio

del totale ritiro dai territori occupati".

 

 

 


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CONCLUSIONI

 

Alla fine del nostro lavoro riteniamo opportuno dare un giudizio su quanto svolto.

Attraverso lo studio analitico degli avvenimenti abbiamo avuto modo di avere una

visione più ampia e più precisa rispetto a quella avuta dal nostro libro di testo, che

riporta le informazioni necessarie e si limita a descriverle in forma sintetica.

Attraverso lo studio delle vicende dei due popoli abbiamo imparato a rispettarli e

ad amarli, e tutto questo lo abbiamo dimostrato fin dalla copertina del nostro

opuscolo sia nella scelta del titolo che nella scelta dei significativi versetti del profeta Isala.

Ci addolora vedere bambini, donne, giovani perdere la vita inutilmente,

Ci addolora ancora di più la consapevolezza che non possiamo fare molto per loro,

ma lo spirito con cui abbiamo svolto tale lavoro ci permette ora

di sperare che la nostra Europa dia

Il suo contributo per la risoluzione del problema . Intanto speriamo che la

nostra solidarietà e soprattutto il nostro messaggio di pace arrivi fini a loro e

che palestinesi ed ebrei, possano vivere liberamente, ognuno sul

proprio territorio e proseguire sempre verso la strada del progresso e della civiltà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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BIBLIOGRAFIA

 

 

LA SACRA BIBBIA

DO.GE GEOGRAFIA DEI GRANDI SISTEMI EUROPEI MARKES

 

FINZI FOA INSENBURG SOFRI

I CONTINENTI EXTRA EUROPEI ZANICHELLI

CAMERA e FABIETTI LE ClVILTA’ ANTICHE ZANICHELLI

ANDREA GIARDINA LE LINEE DEL TEMPO EDITORI LA TERZA

MOKHTAR SAKHRI GLI ARABI HANNO TRADITO LA PALESTINA FLORILENE

ELIO TOAFF ESSERE EBREO BOMPIANI

BALDI TROISI DIZIONARIO DI STORIA SAN GIORGIO ROMA

ENCICLOPEDIA ITALIANA TRECCANI

ENCICLOPEDIA GARZANTI

STORIA DELL’OGGI (inserto dell’Unità)

FAMIGLIA CRISTIANA

LA REPUBBLICA

LA STAMPA

 

 

 

 


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INDICE

 

Presentazione pag 1

Gli ebrei: da Mosè al movimento sionista pag 2

Antisemitismo causa di genocidio pag 6

Immagine n°1 pag 9

Immagine n°2 pag 10

Nascita dello stato di Israele pag 11

Cartina n°1 pag 14

Cartina n°2 pag 15

Israele nella storia degli anni 90 pag 15

Costruiamo la storia pag 18

Scheda n°1 pag 22

Scheda n°2 pag 23

Scheda n°3 pag 24

Immagine pag 25

Note pag 26

Riflessioni pag 30

Conclusione pag 33

Bibliografa pag 34

 

 

 

 


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