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AREA DI PROGETTO
CONOSCENZA, ANALISI ED EVENTUALI PROPOSTE DI RIUSO
DELLOSPEDALE "F.
LLI PARLAPIANO"RIBERA

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CLASSE VB GEOMETRI
Prof..SSA Enza Vinci
Assistente Tecnico
Calogero Lino Preside
Prof. Carmelo Mangione
A. S. 1998-99
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ISTITUTO TECNICO STATALE
COMMERCIALE E PER GEOMETRI
GIOVANNI XXIII
RIBERA
AREA DI PROGETTO
CONOSCENZA, ANALISI ED EVENTUALI PROPOSTE DI RIUSO
DELLOSPEDALE "F.lli PARLAPIANO " DI RIBERA
La ricerca storica sullospedale F.lli Parlapiano ha evidenziatosin dallinizio difficoltà di ordine vario legate principalmente alle
diverse località di provenienza degli allievi (Ribera, Calamonaci,
Burgio, Sciacca, Cattolica Eraclea, S. Margherita B.),alla disabitudine
degli stessi a portare avanti un lavoro pluridisciplinare e di intergruppo,
e soprattutto a reperire documenti e notizie.
Superate le complicazioni iniziali e formatisi tre gruppi
rispondenti a esigenze logistiche, gli allievi hanno iniziato i lavori a
febbraio inoltrato facendo ricerche in vari uffici (biblioteca comunale,
archivio ospedaliero, archivio comunale, biblioteca di Sciacca,
biblioteca della scuola) e intervistando storici, medici, giornalisti ed altri.
Il materiale reperito estrapolato dai pochi testi rinvenuti e le
notizie, non sempre congrue degli intervistati, hanno consentito
semplicemente un excursus delle tappe storiche delledificio.
Pertanto pur non avendo la pretesa di un vero e proprio lavoro di
ricerca storica, ma solamente di un tentativo di indagine storiografica
lattività ha contribuito ad allargare la conoscenza storico-ambientale e
soprattutto a sviluppare le capacità di organizzare i contenuti acquisiti
in un "unicum" visto, però, da ottiche diverse.
Prof.ssa Enza Vinci
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INTRODUZIONE
Ribera agli inizi del XX secolo
Il panorama socio-economico di Ribera agli inizi del Novecento
presentava, come del resto tutto il Meridione, uno "spettacolo" squallido
e degradante.
Nonostante labolizione della feudalità, la proprietà terriera
continuava ad essere quasi tutta nelle mani di pochissimi e le attività
dominanti restavano lagricoltura e la pastorizia, praticate con sistemi di
tipo medievale.
La popolazione si aggirava sui 10-11 mila abitanti; vi erano pochi
palazzi e molti abituri dove la gente conviveva con le galline, le mucche
le capre, i muli i maiali.
Le strade polverose mostravano mucchi di stallatico, stracolmi di
insetti, che diffondevano nellaria odori ripugnanti ed elementi nocivi
alla salute pubblica. Nelle case non vi era nè acqua potabile, nè energia
elettrica, nè servizi igienici.
Leccessiva piovosità di quegli anni, inoltre, aveva danneggiato
i raccolti aumentando il disagio sociale.
Giornalmente vecchi e bambini andavano per le vie stendendo la
mano per avere un pezzo di pane davanti alle abitazioni dei più ricchi e
la loro condizione diventava tragica nel caso di malattie.
La malaria, nonostante la soppressione delle risaie, continuava ad
ammorbare labitato (i due fiumi Verdura e Magazzolo restavano centro
micidiale di infezione) e con essa altre patologie endemiche ed infettive:
tifo, tubercolosi, amebiasi, scarlattina, scabbia, etc..
colpivano duramente la popolazione.
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Si moriva pure per un semplice raffreddore o per una banale
infezione. Altissima era la mortalità infantile.
Le cure erano affidate al medico generico ma, per mancanza di
soldi, per lo più la povera gente si abbandonava fiduciosamente a
persone prive di preparazione scientifica che con esperimenti empiristici
approdava spesso ad esiti esiziali se non letali (il barbiere era anche dentista).

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1899 Il primo tentativo di un ospedale-orfanotrofio
Filippo Colletti, uno dei componenti del Comitato rivoluzionario
riberese del 1848 e poi primo sindaco di Ribera dopo la proclamazione
dellUnità dItalia, coadiuvato moralmente e finanziariamente dal
fratello e dalla sorella, tentò di lenire la miseria e la sofferenza dei
bisognosi riberesi fondando un ospedale-orfanotrofio.
Vi spese tutti i suoi averi e il fratello e la sorella seguirono il suo
esempio. I lavori furono iniziati nel 1899.
Ledificio doveva essere dotato da ampio cortile, avere ingresso
monumentale con colonne nella via Re Federico, prospicente la via
Mercato- oggi via G. Marconi- ma lopera, per la morte del munifico
promotore, rimase incompiuta.
Lingresso tuttora si può ammirare in via Re Federico.
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1904-1906 Lospedale si realizza: nasce la struttura
La più grande proprietà terriera era rappresentata a Ribera dalla
famiglia Parlapiano, principalmente nella persona del suo esponente
massimo, comm. Antonino Parlapiano.
Era questi uomo dazione e di larghe vedute.
Si dice che sotto laspetto burbero nascondesse un animo sensibile e
generoso. Era solito, infatti, aiutare i bisognosi e rinunziare in parte agli
estagli nelle annate di scarso raccolto.
Trattava gli indigenti con modi scortesi ed aspri ma in definitiva
caritatevoli ed affettuosi.
Si racconta a proposito che se gli capitava di incontrare lontano
dalle sue terre qualcuno con un fascio di legna sulle spalle, con tono
severo ed alzando il bastone chiedeva: "dove hai preso quella legna?" e,
allimbarazzo del malcapitato, alzava ancor più la voce e incalzava:
"Rispondi!" "nelle sue terre" "ci vuole tanto a dirlo? Vattene,
mascalzone!" "Ma dimmi, ti basta quella legna?".
Assecondato in tutto dal fratello Carmelo, spesso donava la dote a
giovinette orfane in cerca di marito. Alla sua morte diede ai riberesi
bisognosi la sua più grande prova daffetto.
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Il 16 novembre 1903, sul letto di morte ma nella pienezza delle
sue facoltà, fece testamento nel quale tra laltro si leggeva: "...nomino e
istituisco mio erede universale il mio diletto e amato fratello Carmelo
Parlapiano.......a lui raccomando e voglio che detragga una parte del
patrimonio che lascio alla di lui libertà determinare, per limpianto e
listituzione di un ospedale in questo comune di Ribera, al quale
desidero vivamente che dia principio lui stesso durante la sua vita".
Il testamento fu rogato dal notaio Vincenzo Di Giovanni e
registrato a Burgio il 28 dic.1903 al n°515.
Il 27 novembre 1903 il comm. Antonino Parlapiano moriva e il 14
dicembre dello stesso anno il cav. Carmelo Parlapiano firmava latto di
donazione di un fondo del valore di 250 mila lire (corrispondente oggi a
più di un miliardo di lire) destinato allimpianto di un ospedale. Il
testamento fu rogato dallo stesso notaio V. Di Giovanni.
I lavori iniziarono nel 1904 e furono affidati allaccuratezza dei
mastri muratori frat.lli Abisso: Onofrio, Giuseppe, Filippo.
Nel 1906 già lopera simponeva con la sua mole, le sue
armoniose linee dai richiami liberty, il suo tetto a falde spioventi e le sue
grondaie bordate da unartistica smerlatura in argenteo metallo.
Venuto a mancare, il 27 settembre 1907, il cav. Carmelo Parlapiano,
ledificio rimaneva incompleto.
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Comm. Antonino Parlapiano

Cav. Carmelo Parlapiano
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1907-1916 Una struttura davanguardia in mezzo alle erbacce
Poiché i fratelli Antonino e Carmelo Parlapiano erano celibi, erede
universale ne fu il nipote Antonino Vella, figlio della sorella Marianna
Beatrice che, per volontà degli zii aggiunse al cognome paterno quello
loro; si chiamò perciò Antonino Parlapiano Vella. Passò quindi a lui il
compito testamentario degli zii di ultimare la costruzione dellospedale.
Allinizio non ne fu tanto sollecito, constatato che Il Lavoratore lo
incalzava frequentemente (Il Lavoratore: giornale quindicinale riberese
fondato e diretto dallarciprete Nicolò Licata- usciva in quel periodo).
Inizialmente la tarda ripresa dei lavori di completamento si lega
alle vive controversie sorte tra il notabile beneficiario ed alcuni sindaci
(tra il 1908 e il 1909 si susseguirono i seguenti sindaci: Scalia
Gioacchino, Parlapiano Calogero, Turano Serafino, Gueli Giuseppe,
Parlapiano Calogero, Internicola Michele) ed esponenti comunali intorno
allo Statuto dellospedale presentato al Comune dallo stesso Parlapiano Vella.
Il motivo che aveva suscitato il contenzioso era quello riguardante
il Consiglio di amministrazione dellospedale: 4 consiglieri su 7
dovevano essere nominati dal Parlapiano Vella, che doveva essere il
Presidente vita natural durante; e dopo di lui i suoi eredi in perpetuo.
LAmministrazione comunale, poiché aveva concesso allospedale
circa 20.000 lire di terreno fabbricabile in contrada Palma, si riteneva in
diritto di controllare come veniva amministrato il suo denaro; ma il
Parlapiano Vella si opponeva a questo diritto.
La "battaglia", protrattasi per mesi, con liti e vertenze, si
concludeva con un Decreto Regio.
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La notizia la comunicava al Comune, nel settembre 1909, lonorevole
Demichele di Burgio (avversario politico del già onorevole Antonino
Parlapiano Vella) che da Roma telegrafava: "Consiglio di Stato decise
erezione Ospedale Ente Morale affidando amministrazione
Congregazione di Carità- Decreto spedito-firma reale-". (La
Congregazione di Carità era unistituzione creata dallo Stato, dopo
lUnità dItalia, che gestiva gli ex beni della chiesa).
Si riportano a seguito le fotocopie dei Decreti

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1916 Verso linaugurazione
Il 14 aprile 1916 veniva finalmente redatto lo Statuto
dellospedale frat.lli Parlapiano di Ribera.
Il primo Consiglio di Amministrazione - in base allart.12 dello
Statuto era così composto:
Il 6 dicembre dello stesso anno, arrivavano da Palermo la
Superiora Stefania Bonifacio, suor Clelia Acquisto, suor Eletta Buttitta e
suor Orsolina Cassano per adempiere la loro opera caritatevole
nellorfanotrofio e nellospedale.
Lorfanotrofio femminile sera allestito nei piani superiori della
stessa struttura ospedaliera nel 1913 ed era mantenuto, a sue spese,
dallon. Antonino Parlapiano Vella.
Lospedale doveva inaugurarsi il giorno dellImmacolata, ma non
fu possibile: ".....mancavano tante cose; nel fabbricato, disabitato per
parecchi anni, vi avevano preso casa i topi che, la prima notte
rosicchiarono le scarpe della superiora e di suor Orsolina". (Il Lavoratore)
Si riportano a seguito fotocopie Statuto
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Gennaio 1917
Finalmente si realizza il sogno del comm. AntoninoParlapiano
Ribera: gennaio 1917: cè freddo ma non si avverte, la gioia riscalda i
cuori dei riberesi: si inaugura lospedale.
Per quanto ci è dato sapere, alla luce dei testi, dei documenti
consultati e delle informazioni ricevute dai nostri intervistati, il
nosocomio incominciò subito a svolgere le funzioni per cui era stato
costruito. I reparti erano pochi come pure i letti.
Si sa di certo che cera una cucina attrezzata e una sala operatoria
pure attrezzata (almeno per quei tempi).
La cosa più importante era la presenza di medici molto bravi e
preparati che per lo più svolgevano opera di volontariato.
Si distinse, a proposito, il dottor Giuseppe Bonifacio.
Di lui così riporta Il Lavoratore "....si laureò in modo così brillante, che
al momento della nomina tutti i membri della Commissione si alzarono
in piedi in segno di omaggio per la straordinaria preparazione
dimostrata". Lopera del dottor Bonifacio non si limitava alla
professione di medico giacché coltivava anche con passione le scienze
agrarie riscuotendo successo anche in questo campo.
Ci sembra superfluo soffermarci sul grande valore che lospedale
ebbe durante il primo e soprattutto il secondo conflitto mondiale; e non
soltanto per la collettività di Ribera.
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Nellimmediato dopoguerra, lalta competenza e la diligenza del
dottor Aiello regalavano prestigio allospedale stesso, che, via
via, vedeva allargarsi il suo raggio dazione.
SANITARI DI RIBERA (1920-1946 circa)
medici chirurghi dellospedale |
Amenta Antonino Correnti Attanasio Ciaccio Vito Cacioppo Francesco Campisi Baldassare Fiore Gaspare La Genca Leonardo |
medici-chirurghi che svolgevano anche opera di volontariato allospedale |
Bonifacio Giuseppe DAngelo Giovanni Di Leo Francesco Friscia Pasquale Taglietti Giovanni Salerno Nicolò |
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ANNI 60-70 Il "boom"
Nel 1960 lospedale cessava il suo ruolo di Ente Morale e si
qualificava come Ente autonomo.
Deliberazione n°57 del 14 maggio 1960 approvata dal C.P.A.B.P.nella seduta del 21 giugno 1960, modificato con deliberazione n°43 del 15 Febbraio 1961, approvata dal C.P.A.B.P. nella stessa seduta del 10 marzo 1961 |
Del Consiglio di Amministrazione rimaneva solo il Presidente
Giovanni Parlapiano Vella, figlio dellon. Antonino che nel frattempo
era passato a miglior vita.
Lavori di ristrutturazione e di ampliamento, effettuati a cavallo
degli anni 60 -70, rendevano disponibili i seguenti reparti: Medicina,
Chirurgia, Ostetricia-Ginecologia, Pronto soccorso ed ancora un
Gabinetto di Oculistica e di Radiologia.
Contemporaneamente venivano allestite nuove corsie e si apriva
un secondo portone dingresso nella via G. Verga.
Aumentavano, di conseguenza, i medici specializzati, il personale
ausiliario e amministrativo.
LOpera Pia del comm.Antonino Parlapiano diventava così
lospedale più attrezzato e qualificato del circondario.
La fama ovviamente scaturiva anche dallalta professionalità dei
medici e del direttore prof. Andrea Vinci che per più di trenta anni
asservì la sua missione di medico chirurgo infaticabile e valentissimo.
Si allegano fotocopie tabella organica di tutto il personale operante
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ANNI 80 Dal "boom al crak"
Nel 1978, precisamente il 23 dic.1978, con la legge n°833
venivano istituite in Italia le U.S.L.(Unità Sanitarie Locali), ma in Sicilia
entreranno in funzione nel 1983. Ribera diventava sede dellU.S.L. n°8.
I Comuni che ne facevano parte erano: Ribera, Calamonaci,
Villafranca Sicula, Burgio, Lucca Sicula, Montallegro, Cattolica Eraclea.
Lospedale quindi diventava ospedale di zona; in atto apparteneva alla U.S.L. n°8.
Intanto, nonostante la struttura ospedaliera si fosse negli anni
ampiamente estesa, tuttavia non riusciva a soddisfare le richieste degli
utenti che provenivano anche da fuori provincia.
Capitava, infatti, che per mancanza di locali si aggiungessero lettinelle corsie provocando notevoli disagi (ma forse i problemi non furono
solo i disagi....). Si rese allora urgente lesigenza di un nuovo ospedale,
più grande e con attrezzature più moderne.

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Febbraio-Maggio 1999
Quando il 18 gennaio di questanno ci siamo recati con il nostro
professore di Topografia, ing. Salvatore Turturici, allospedale vecchio
(così oggi lo chiamano i riberesi) per prendere visione dello stabile,
emerse subito una realtà che, alla luce della nostra ricerca storica, adesso
ci richiama lo "spettacolo" squallido e degradante della Ribera dei
primi del 900, le erbacce attorno allospedale prima della sua
inaugurazione, le scarpe rosicchiate dai topi della
superiora e di suor Orsolina.
Allinterno delledificio un calendario impolverato colpiva la
nostra attenzione, datava 22 agosto 1990, capimmo che
fu allora che si chiusero le porte.
Ritornando a Scuola dalla Circumvallazione, una complessa
struttura moderna con su scritto OSPEDALE attirava la nostra vista.
Ma questa è unaltra storia.....
Gli alunni della V B Geom.
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ALUNNI
| Caternicchia Failla Gianbalvo Lazzara Mandracchia Mauceri Menni Miceli Montalbano Riggio Russo Scalia Sortino Stagno Terranova Zabbara Zambito |
Filippo Vincenzo Giuseppe Giuseppe Vittorio Filippo Alessandro Antonio Vincenzo Gioacchino Fedele Salvatore Emanuele Giannantonio Calogero Rosario Angelo |
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INDICE
Area di progetto
Ribera agli inizi del XX secolo
1899 Il primo tentativo di un ospedale-orfanotrofio
1904-1906 Lospedale si realizza: nasce la struttura
1907-1916 Una struttura davanguardia in mezzo alle erbacce
1916 Verso linaugurazione
Gennaio 1917 Finalmente si realizza il sogno del comm. A. Parlapiano
Medici chirurghi di Ribera (1920-1946 circa)
Anni 60-70 Il "boom"
Anni 80 Dal "boom al crack"
Febbraio-Maggio 1999
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BIBLIOGRAFIA
Il Lavoratore
Nicolò Licata - G. e R. Lentini - Ed. Gerlandiane-Agrigento 1995
Storia di Ribera - Nicolò Inglese - Ed. Corbaccio
Biblioteca privata dellon. Santo Tortorici
A proposito di Ribera- Progetto informazione 1995- Amm. Comunale di Ribera
INTERVISTE
On. Nené Mangiacavallo (Sottosegretario alla Sanità)
On. Santo Tortorici
Avv. Giuseppe DAmico
Raimondo Lentini (storico riberese)
Dott. Domenico Macaluso (medico chirurgo osp. di Ribera)
Dott. Emanuele Siragusa ( geologo)
Borsellino Emanuele (giornalista)
Abisso Francesco (pensionato)
Vinci Girolamo (pensionato)
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